Google potrebbe pagare il conto alle Telco per l’uso della rete

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Il governo francese afferma che Google ed altri provider sarebbero disposti a contribuire ai costi delle reti Tlc in Europa

Pochi giorni fa Telecom Italia, Vodafone e Telefonica hanno lanciato un appello/denuncia contro i Big IT che consumano (o meglio inducono gli utenti a consumare) tanta banda senza pagare. Molte Telco sono costrette a continui upgrade d’infrastruttura per star dietro alle esigenze di banda larghissima richiesta dai servizi di Apple, Facebook e Google: insomma, il cloud computing costa. A pagare (anche conti salati) sono gli utenti che sono abbonati a tariffe Flat oppure pagano a consumo, ma le Telco spiegano che gli abbonamenti appartengono a un’era in cui il Web 2.0 era agli albori, e dove la navigazione Internet era saltuaria e “meno pesante”. Qualche e-mail e pagina Web pesano poco in confronto allo streaming video e al cloud. Soprattutto non c’erano utenti che stanno ore attaccati a Facebook sui social network oppure ad ascoltare musica su YouTube. Il governo francese afferma che Google ed altri provider sarebbero disposti a contribuire ai costi delle reti Tlc in Europa. Lo riporta Bloomberg.

S ile consumo di banda costringe gli operatori mobili a un upgrade, i carrier chiedono il conto a tutti: agli utenti, ma anche ai Big IT (Apple, Google e Facebook), le cui applicazioni o device killer contribuiscono alla fame di banda larga (soprattutto in mobilità). Gli application store hanno tolto reddito alle Telco, visto che a guadagnare sono Apple e Google per il download delle Apps.

Mentre gliUsa accendono il 4G Lte per offrire un servizio migliore e più veloce agli utenti e AT&T decide di comprare le licenze di spettro wireless da Qualcomm per 1,9 miliardi, in Europa Vodafone, France Telecom, Telefonica e Telecom Italia suonano la sveglia alle grandi aziende hi-tech e al sito di social network. Secondo i gestori di telefonia mobile è giunta l’ora di una tassa per contribuire all’aggiornamento delle infrastrutture.

Secondo il ministro francese dell’industria Eric Besson qualcosa si muove: i Big IT che non pagano tasse in Europa (Google qualche piccola cifra in Irlanda), ma occupano posizioni dominanti sui mercati UE, devono contribuire allo sviluppo dell’economia digitale, ora sulle spalle degli operatori dei network.

Secondo Idc le connessioni di dati mobili in Europa cresceranno in media del 15% all’anno a 270 milioni nel 2014, mentre i ricavi per utente finale caleranno dell’1% all’anno. Da una ricerca di Canalys emerge che la spesa annuale degli operatori sui network aumenterà del 28% rispetto a un anno fa a quota 3.7 miliardi di dollari. In tempi di vacche magre, i Big IT possono aprire il portafoglio.

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Autore: ITespresso
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