Google potrebbe salvare la stampa con i micropagamenti

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Ancora non ci sono annunci ufficiali: ma Google ha rivelato a un giornale che i micro-pagamenti sono in arrivo per dare una mano all’industria editoriale, che versa in gravi difficoltà

Rupert Murdoch aveva annunciato il requiem per il “tutto gratis” . Adesso anche Google sarebbe sulla via del ripensamento: la strada giusta sarebbe quella dei micropagamenti. Lo riporta il Nieman Journalism Lab , citato da InformationWeek.

Ancora non ci sono annunci ufficiali: ma Google ha rivelato a un giornale che i micro-pagamenti sono in arrivo per dare una mano alla stampa, che versa in gravi difficoltà.

A giugno anche la Newspaper Association of America (NAA) aveva chiesto aiuto per monetizzare i contenuti online in maniera più efficace.

Secondo la lettera a NAA , l’idea è di consentire “pagamenti da un penny a vari dollari per aggregare acquisti. Google mitigherà il rischio di mancati pagamenti assegnando limiti di credito, basati su passati comportamento di acquisto e tracciando abusi o truffe”.

Il New York Times potrebbe costare 5 dollari al mese per l’accesso online, e la metà (2,5 dollari) per chi è abbonato alla versione cartacea; il Wall Street Journal sta esplorando la via dei micropagamenti.

Nei mesi scorsi la casa editrice Hearst ha decimato e poi dato l’ addio all’edizione cartacea del Seattle Post-Intelligencer , un giornale con 146 anni di storia alle spalle. Anche il San Francisco Chronicle potrebbe essere venduto o chiuso. EW Scripps ha chiuso il Rocky Mountain News di Denver, alla vigilia del 150esimo compleanno. Anche Google ha da tempo chiuso l’advertising radio di Google (Google audio ads) e Print Ads.

Autore: ITespresso
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