Google Price Index, l’inflazione vista dal motore di ricerca

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Google Google Price Index (Gpi) per ora non metterà nell’ombra il Consumer Price Index (Cpi) ufficiale. Tuttavia l’inflazione si può calcolare anche mettendo insieme i dati collezionati dal Web

Gli economisti si interrogano se, in questo periodo di fragilità economica, assisteremo a un’infiammata dell’inflazione o al contrario a una botta di deflazione. Anche Google vuole dare una mano e ha messo a punto Google Price Index, l’inflazione vista dal motore di ricerca. Si tratta di uno strumento di misurazione giornaliero che un giorno potrebbe rivaleggiare o almeno offrire un’alternativa alle statistiche ufficiali.

Alla National Association of Business Economists conference di Denver in Colorado, il capo economista di Google, Hal Varian, ha messo in luce come i dati economici possano essere sfruttati più rapidamente utilizzando le risorse online. Google ha mostrato quanto i dati ufficiali collezionati dalla Federal Reserve divergano con i dati reali.

Il Financial Times osserva che il Gpi di Google non metterà nell’ombra il Consumer Price Index (Cpi) ufficiale, tuttavia rappresenta un tool interessante. Varian ha spiegato come è nata l’idea (a cui in futuro potrebbero seguire un indice della disoccupazione e uno dei sussidi, per soccorrere Wall Street): “Si era rotto il mio macina-pepe. Ne ho cercato uno da comprare su Google e sono rimasto colpito dalla quantità di prezzi che è uscita fuori. E qual è la prima cosa che vuole fare un economista in un caso del genere? E’ costruire un indice dei prezzi!“.

Autore: ITespresso
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