Google punta il dito contro Bing

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L'online è il tallone d'Achille di Microsoft

Google accusa il motore di ricerca di Microsoft di plagio. Ecco cosa potrebbe essere successo sotto il profilo tecnico

La guerra dei motori di ricerca si arricchisce di un un nuovo capitolo: l’accusa di plagio. E’ quella che ha rivolto Google a Bing, il motore di ricerca di Microsoft accusato di riciclare i risultati online della Big G. Google punta il dito contro Microsoft affermando che Bing ruba risultati delle ricerche online.

Per ogni interrogazione digitata, Bing offrirerebbe gli stessi risultati di Google. Anche in caso di interrogazione casuale (vedi immagine). La prima denuncia è stata fatta su Search Engine Land.

Microsoft ha risaposto indignata: “Noi non copiamo i risultati di Google“. Lo ripoirta Mary Jo Foley, Microsoft-watcher di lunghissima data, su ZdNet. Ma se immettendo lettere a caso nella maschera di ricerca, i due algoritmi forniscono a medesima risposta, qualcosa dev’essere successo. Ma che cosa? Secondo i tecnici di Google si tratta di una “sting operation“: il colosso di Redmond sfrutterebbe il software di Internet Explorer per tracciare quali ricerche si trovano su Google e usano questi dati per aggiornarli su Bing.

Ma secondo Microsoft il tweak potrebbe essere “colpa” della Bing toolbar: lo riporta il vice presidente di Microsoft Bing, Harry Shum, nel suo blog post. Microsoft rifiuta l’idea di un caso di spionaggio delle Query.

Google vuole essere competitivo con Bing, tanto che ha dichiarato guerra allo spam per rendere i risultati di ricerca del proprio motore sempre più affidabili e puliti. Secondo ComScore, a dicembre Google deteneva il 66.6% delle quote di mercato delle ricerche online Usa. Bing deteneva il 12%. Yahoo! ad ottobre era in calo dello 0.2% al 15.6% . Bing e Yahoo! hanno siglato un accordo decennale nella ricerca online.

Google accusa Bing di plagio
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