Google: ricerche cifrate a livello globale

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La rivincita della crittografia dopo lo scoppio del caso NSA. Anche il motore di ricerca di Mountain View correi ai ripari, criptando le ricerche a livello mondiale

Contro NSA serve più crittografia. Anche il motore di ricerca di Mountain View correi ai ripari per contrastare l’impatto delle rivelazioni di Edward Snowden sul caso NSA. Google sta criptando tutte le ricerche online a livello globale, suscitando anche le aspre critiche del governo cinese, messo in difficoltà a censurare la Rete interna con i filtri del Grande Firewall. Proprio in occasione del festival della comunità di sviluppatori South by Southwest (SXSW), Edward Snowden ha dichiarato che è giunta l’ora di crittografare: ha chiesto  agli sviluppatori di diventare i pompieri di Internet per spegnere l’incendio appiccato da National Security Agency (NSA), i cui tentacoli e violazioni hanno minacciato il futuro di Internet. Addirittura NSA spiava i cookies di Google per tracciare i sospetti.

Google risponde con un’inversione a U, criptando le ricerche sul search engine globale e mettendo un freno sia alla cyber censura che al monitoraggio Web nella sorveglianza di massa, messa in atto da parte del governo americano. Cifrare a livello globale le ricerche è dunque la risposta della società californiana. Nelle scorse settimane Yahoo! ha aggiunto la cifratura nei data center, implementandocon nuovi e più evoluti protocolli di sicurezza. Microsoft prende contromisure per Windows Live, Passaport e Skype, in linea con Google, Yahoo!, Facebook: poiché i Leaks di NSA avevano rivelato che Nsa sfruttava la tecnica del man-in-the-middle, per spiare le conversazioni dei propri utenti, Microsoft ha deciso di blindare le comunicazioni degli utenti dei propri servizi. Facebook, Microsoft, Yahoo e Google hanno iniziato a pubblicare i dettagli sui numeri delle richieste segrete del governo sui dati disponibili, per dimostrare che è limitato il loro coinvolgimento negli sforzi governativi di cyber sorveglianza di massa.

Le associazioni pro privacy ACLU e Technology Project concordano sul fatto che a risolvere la crisi deve accorrere la comunità degli sviluppatori, senza aspettare le promesse di Obama a Washington. EFF aveva già lanciato The Day we fight back, una protesta contro NSA.

Anche la Commissione Ue vuole ristabilire la fiducia dopo lo scoppio del caso NSA. Nelle scorse ore Neelie Kroes, vice presidente della Commissione europea e a capo dell’Agenda digitale europea, ha pubblicato un documento per rendere il cloud più trasparente, più sicuro ed affidabile. Il cloud computing potrebbe generare 2,5 milioni di posti di lavoro, ma è necessario guadagnare la fiducia degli utenti. Un cloud certificato, non sarà sicuro ed affidabile al 100%, tuttavia mitigherà i rischi, e cercherà di evitare la perdita di controllo ed assicurare l’integrità e la privacy. Una lista richiede più trasparenza.

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Google cifrerà le ricerche online a livello globale
Google cifrerà le ricerche online a livello globale
Autore: ITespresso
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