Google in Cina senza filtro e censura, ma passando da Hong Kong

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Google China redirige le richieste online degli utenti cinesi verso Google Hong Kong. Ora il motore di ricerca è senza bavaglio

Gli utenti di Google.cn da ieri sono dirottati su google.com.hk: Hong Kong non censura, in base agli accordi della ex colonia britannica definiti “un paese, due sistemi“. Google China redirige le richieste degli utenti cinesi verso Google Hong Kong: ora il motore di ricerca è proprio senza filtri e senza cyber-censura. L’agenzia Xinhua parla dell’arroganza di Google. La Casa Bianca si è detta delusa della fine brusca delle trattative.

I negoziati e il lungo braccio di ferro fra Google e le autorità di Pechino, in seguito al cyber-attacco contro Google (e forse un centinaio di aziende Usa), sono finiti in una situazione di stallo, in cui la Cina ha accusato Google di essere troppo politicizzata e l’autocensura un requisito legale “non negoziabile“. A quel punto Google, che già fin dal 13 gennaio aveva reagito al furto di codice sorgente (subìto nella cyber-intrusione cinese) eliminando parte dei filtri della censura, ha fatto di più: ha by-passato la censura, dirottando il traffico su un sito “senza bavaglio telematico”.

La reazione della Cina è prevedibile. Già Pechino ha detto che bloccare la censura è una scelta “totalmente sbagliata” e rappresenta una violazione di “una promessa scritta”.

Ora Google vorrebbe mantenere un centro di ricerca e sviluppo (con uno staff di 300 persone tra Beijing e Shanghai) e un ufficio vendite in Cina, almeno per Android e i prodotti dell’ufficio sul Web.

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Google.cn dirotta su Hong Kong: senza censura
Autore: ITespresso
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