Google spiega come gestisce le richieste dei governi

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Come Google gestisce le richieste dei governi

Google ha tolto i veli al suo approccio all’assalto dei governi ai dati degli utenti. Google ha aperto una nuova sezione sul Transparency Report, con cui il motore di ricerca risponde ad alcuni degli interrogativi in tema

Oggi tutti parlano delle mappe della Nord Corea apparse su Google Maps, dopo il viaggio a Pyongyang di Eric Schmidt, chairman di Google. Ma oggi Google ha fatto qualcosa di più contro la cyber-repressione: Google ha spiegato come gestisce le richieste dei governi rispetto ai dati dei governi. Google ha tolto i veli al suo approccio all’assalto dei governi ai dati degli utenti. Google ha aperto una nuova sezione sul Transparency Report, con cui il motore di ricerca risponde ad alcuni degli interrogativi posti dagli utenti. “In quali situazioni non mi direste delle richieste in merito ad informazioni su di me?“; la risposta è la seguente: Google non può notificare se il vostro account è chiuso e se all’azienda è legalmente proibito farlo. Google ha una polici privacy precisa, invalicabile, visto che è un’azienda che processa una grande quantità di dati individuali, in grado di determinare chi ci sia dietro ad un Avatar:  cioè chi ci sia dietro ad un account, dove è localizzato, che cosa gli piace ecccetera. I dati collezionati da Google in realtà servono per l’advertising, per offrire pubblicità mirata sui gusti personali, e per ottimizzare i servizi dell’ecosistema Google.

L’ultimo Transparency Report ha rivelato che il numero di richieste provenienti dalle autorità statunitensi, cresce stabilmente. Nella seconda metà del 2012, Google ha ricevuto 8.438 richieste di informazioni daglui USA, in crescita del 6% rispetto al primo semestre 2012. A livello globale, Google ha ricevuto 21.389 richieste, con un incremento del 2% rispetto alla prima metà dell’anno.

Ma David Drummond, Google Chief Legal Officer, ha illustrato quali sono i criteri usati da Google: le richieste devono essere scutinate dal motore di ricerca, essere legale e rientrare nelle sue policy; Google poi valuta lo scopo della richiesta (non deve essere troppo ampia); Google rende note le richieste agli utenti solo quando la Legge lo consente; Google richiede alle agenzie che conducono indagini su reati, adottino un search warrant. Drummond si dice orgoglioso dell’approccio che Google ha adottato: trasparente e pragmatico.

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