In Francia Google Suggest non è diffamatorio

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La corte di Parigi assolve “Google Suggest” dalle precedenti accuse di diffamazione tramite la funzionalità automatica del motore di ricerca

Nell’aprile 2011 il Tribunale di Milano aveva stabilito che Google dovrà filtrare i suggerimenti proposti dalla funzionalità Suggest del suo motore di ricerca. Una funzionalità che in automatico autocompleta la ricerca online nella barra: Ma la diffamazione via autocompletamento esiste oppure no? Se lo sono chiesti non solo giudici italiani, ma anche francesi, svedesi e brasiliani, quando alcuni utenti hanno denunciato Google di diffamazione per aver letto il proprio nome associato al termine “truffatore” od altri epiteti non lusinghieri, aggiunti in automatico dall’autocompletamento di Google Suggest. Situazioni spiacevoli, che non fanno piacere a nessuno, ma di cui Google non vuole assumersi la responsabilità, in quanto il servizio Suggest search avviene solo in forza dell’algoritmo creato da Google e in base ai parametri del meccanismo.

Google ha sempre affermato che “trattandosi di un software completamente automatico è evidente l’impossibilità – senza compromettere l’intero servizio – di operare un discrimine tra termini buoni e termini cattivi, non solo in considerazione del numero indeterminabile di parole con un potenziale significato negativo, ma anche e soprattutto del fatto che il medesimo termine potrebbe avere significati del tutto diversi se abbinati a parole diverse”.

Adesso il tribunale di Parigi stabilisce che le associazioni di espressioni anche di contenuto negativo al nome di una persona non sono diffamanti. Le motivazioni sul sito Legalis.

In Francia Google Suggest non è diffamatorio
In Francia Google Suggest non è diffamatorio
Autore: ITespresso
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