Google svolta verso il B2B

Management

Incontriamo Carlo Marchini di Google Italia per capire come la sua azienda stia affrontando il mercato aziendale sia a livello di soluzioni che di approccio, con un occhio di riguardo alle possibilità di sviluppo presso le tante Pmi italiane

Nell’ultimo simposio di Gartner tra i fenomeni emergenti nel futuro dell’Ict è entrato un nuovo termine: consumerization, che in pratica si riferisce all’ingresso nel mondo delle imprese di tecnologie pensate e sviluppate per il mondo consumer. Non sappiamo quanto il fenomeno sia effettivamente presente nel mondo o in Italia e neanche quali siano i tempi della sua affermazione. Abbiamo perciò preferito affrontare l’aspetto contrario che fa riferimento a una grande azienda che fino a pochi anni fa non si occupava di aziende, ma che ora sta puntando verso il mercato business to business. L’offerta per le aziende di Google riguarda appliance all-in-one (hardware e software) per la ricerca delle informazioni e dei documenti all’interno della intranet aziendale (famiglia Mini per le Pmi e Google Search Appliance per le grandi aziende), di soluzioni geospaziali (Google Maps e Google Earth) e di prodotti per la collaborazione (Google Apps). Carlo Marchini, responsabile Enterprise di Google Italia, ci ha detto subito nel 2007 Google ha intenzione di espandere il numero di partner che propongono l’offerta di Google alle aziende. Un segnale preciso che avrà dei contraccolpi sul mercato business mondiale.

Da quando Google ha deciso di andare incontro alle esigenze delle aziende, Pmi comprese? La parte Enterprise di Google è nata nel 2002 con l’idea di portare prodotti con betatesting a livello consumer dentro il mercato aziendale. In Europa, Google ha lanciato queste attività nell’ottobre 2004, con il lancio di Google Search Appliance, il prodotto hardware/software indirizzato alle grandi aziende. A questo annuncio è seguito nel maggio 2005 la presentazione del primo Google Mini, indirizzato ad aziende con esigenze di ricerca più contenute. Infine, a giugno dello stesso anno è arrivato Google Desktop Enterprise e ora le nuove Google Apps. Il campo d’azione più recente, quello della collaborazione aziendale, dovrebbe dare molte soddisfazioni. Naturalmente a livello Pmi la focalizzazione è soprattutto sulla funzione di ricerca da un singolo punto d’accesso, di cui Google Mini è un esempio. Per le applicazioni di ” collaboration”. La suite Google Apps Premier viene offerta a 40 euro per utente l’anno e comprende supporto telefonico, disponibilità di 10 Gb di capacità storage e un nuovo insieme di funzionalità per l’amministrazione e l’integrazione con le altre applicazioni aziendali.

Quali aspetti cambiano nell’approccio al mercato quando ci si sposta a livello business? Certo, rispetto al modello consumer ci sono variazioni notevoli nell’approccio al mercato, fino a poco fa la vendita di Google Mini era limitata solo alla parte on line. L’appliance viene spedita per posta e pagata tramite fattura con carta di credito. Il motivo è chiaro: il prodotto é semplice da installare e viene utilizzato nel centro dati dell’azienda o anche a livello dipartimentale…

Ma quali risultati avete avuto con la sola vendita on line? Calcolando che non è stata fatta una vera attività di vendita, il ritorno è stato soddisfacente. In Italia abbiamo avuto più di 60 clienti provenenti dal nostro sito Web, società che hanno approfittato del prezzo contenuto e della praticità del prodotto. Si tratta per lo più di piccole banche, imprese che lavorano nel manifatturiero o società del mondo dei media o del no-profit.

Mi sembra di capire che adesso state allargando il vostro intervento sul mercato business. In che modo? Sì, la nuova versione di Google Mini, che costa meno di 2.000 euro, contiene la One Box, sviluppata in partnership con alcuni dei principali produttori di applicazioni aziendali, e i dipendenti delle società che la utilizzeranno hanno anche la possibilità di cercare documenti all’interno della maggior parte delle applicazioni aziendali presenti sul mercato o di creare moduli per accedere alle applicazioni sviluppate internamente. Con One Box le imprese possono indicizzare le applicazioni prendendo, per esempio, fatture e informazioni derivanti da applicazioni gestionali o Erp. Ora per noi è diventato indispensabile investire su un diverso approccio di mercato, dedicando del personale sia a livello di commercializzazione, in fase di prevendita, che di supporto a chi ha già la nostra appliance, con funzioni di postvendita.

Basterà questo ad attirare l’attenzione delle Pmi? Mini Google va incontro alle esigenze di queste imprese di risparmiare sui costi e fornisce le risorse necessarie per gestire file e documenti focalizzandosi sull’interfaccia con l’utente. Durante l’anno, poi, faremo forti investimenti mirati a livello di comunicazione e marketing. Per la parte distributiva stiamo per siglare un accordo con un grande distributore internazionale che dovrebbe garantirci anche un certo numero di partner territoriali, naturalmente la cosa riguarda anche l’Italia.

Del tutto nuova è invece la tipologia dei prodotti destinata alla collaborazione. Cosa può dirci a riguardo? La versione Google Apps Premier si aggiunge alle preesistenti versioni Google Apps Standard e Google Apps Education, che continueranno a essere offerte gratuitamente. In pratica si tratta di una suite di applicazioni comprendente il servizio webmail Gmail, la gestione condivisa delle agende Google Calendar, il servizio Google Talk per l’instant messaging e la telefonia voice-over-Ip, la funzionalità Start Page per la creazione di una home page web personalizzata. Vi sono anche altre applicazioni molto utili: Google Documenti e Fogli di Lavoro, tramite cui tutte le persone di un team possono lavorare insieme e in contemporanea su documenti e fogli elettronici senza necessità di scambiarsi via email le varie versioni, e infine, Gmail per cellulari sui BlackBerry, che offre sui dispositivi mobili BlackBerry le stesse caratteristiche di Gmail. L’idea base è di tenere tutto in hosting da Google. Questo evita alla Pmi di comprare server, applicazioni e via dicendo, necessari per una “collaboration” innovativa. Basterà comunicare il numero di utenti e in poco tempo Google renderà disponibile le caselle di posta con il calendario condivisibile. Negli Usa hanno calcolato che le spese saranno di un settimo inferiori a quello delle soluzioni concorrenti di collaborazione e questo senza tener conto dei risparmi che si hanno per la manutenzione del server, dei programmi e dell’integrazione necessaria per avviare la soluzione. Un altro vantaggio è dovuto alla flessibilità che si attua sul numero degli utenti. Possono aumentare o anche diminuire, anche se questo non lo auguriamo a nessuno, e noi immediatamente facciamo l’aggiornamento, che avviene in tempo reale.

In Italia il servizio in hosting non è sempre molto apprezzato dalle Pmi. E’ vero che in molte aziende c’è ancora questo dubbio, ma si tratta di una forma di diffidenza superabile. Noi garantiamo la sicurezza dei dati secondo i parametri della legge e l’affidabilità del servizio e garantito dai nostri Sla (accordo sui livelli di servizio fornito, Ndr). Va anche detto che le cose cambiano, nessuno ormai tiene i soldi sotto il materasso, tutti li hanno in banca. Lo stesso fenomeno sta succedendo con le informazioni e in questo caso i risparmi e la velocità sono tali da agevolare il cambiamento.

Se dovesse riassumere il messaggio essenziale che Google vuole dare alle Pmi cosa direbbe? Credo che la nostra filosofia verso le Pmi sia riassumibile con il concetto di semplicità. Semplicità nella ricerca d’informazioni all’interno dell’azienda, anche senza organizzare i dati distribuiti sui server, perché alla fine la cosa che importa è trovarli quando servono. Semplicità anche nel campo della collaborazione tra i propri dipendenti, ottenibili senza complicarsi la vita con i sistemi eterogenei e con i tanti e spesso troppi fornitori . Google elimina questa complessità dando la garanzia di un servizio affidabile, veloce e sicuro.

Autore: ITespresso
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