Google Transit arriva a Milano per Expo 2015

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Startup, la Lombardia ne conta più di un quinto

Google Transit, il servizio che permette di pianificare itinerari con Google Maps viaggiando sui mezzi pubblici, sbarca a Milano in vista di Expo 2015

Il Comune di Milano ha sposato gli Open Data, decidendo di rendere disponibili i dati sui mezzi pubblici in maniera aperta ed accessibile. Google Transit, il servizio che permette di pianificare itinerari con Google Maps viaggiando sui mezzi pubblici, sbarca a Milano in vista di Expo 2015. Transit permette di spostarsi con tram, autobus, metropolitana e treno sulle linee di superficie del capologuo lombardo. Dopo il debutto del servizio a Roma, Torino e Firenze già dal 2008, Google Transit supporta i servizi pubblici milanesi. L’annuncio è stato dato dal Sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Google ha aperto anche la sede milanese nel quartiere di Porta Nuova, proponendo “progetti molto interessanti, a partire da Google Transit“, ma si lavora già “anche per valorizzare sempre meglio i nostri siti culturali, soprattutto in vista di Expo“, ha spiegato Pisapia.
Google Transit, strumento di Google Maps, semplificherà la vita a turisti e cittadini che potranno pianificare i loro spostamenti sui mezzi pubblici. Secondo l’assessore comunale alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, il debutto del servizio avrà effetti positivi sulle linee di superficie “spesso poco conosciute dagli stessi milanesi e ancor di più da chi viene in città per lavoro o turismo“.

La collaborazione prevede anche una visita virtuale, attraverso fotografie panoramiche su Street View, nei cortili interni del Castello Sforzesco, all’Arena Civica, al parco delle Basiliche, alla Rotonda della Besana e nei giardini di Villa Lonati, ma l’elenco si amplierà ad altri luoghi simbolo in vista di Expo 2015.

Google Transit sbarca a Milano
Google Transit sbarca a Milano
La realizzazione dell’Expo 2015, che peserà sulle casse pubbliche 1 miliardo e 350 milioni di euro, è un evento per cui sono attesi 20 milioni di persone, di cui 15 italiani: “Ma quello che si mette è bilanciato dalle aziende partner (che metteranno 400 milioni di euro) e dai Paesi che parteciperanno (circa un miliardo di euro)“. I numeri in gioco sono imponenti, nonostante i timori su sovrastime e flop ad attrarre il turismo culturale e congressuale: si stimano flussi turistici per 10 miliardi di produzione aggiuntiva; un mercato del lavoro da 150 mila nuovi posti; l’eredità di Expo avrebbe ricadute come maggiore produzione post-evento per 6 miliardi di euro ed altri 50 mila posti di lavoro fino al 2020. Certo, si tratta di stime, tutte da prendere con beneficio d’inventario; Milano però ci spera, perché l’Expo 2015 possa diventare un’occasione di rilancio.
Autore: ITespresso
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