Google, tutti gli annunci. Da Pixel 2 a Google Home

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Google a San Francisco ha presentato una serie di prodotti interessanti da DayDream View a Pixelbook purtroppo per tanti di essi e anche alcuni accessori per Pixel 2 XL al momento non è prevista la disponibilità in Italia. Tutti i dettagli

Su Silicon.it abbiamo parlato in modo diffuso del nuovo top di gamma Google, Pixel 2 XL. Google però non ha presentato solo questo modello ma offre, ovviamente a un prezzo inferiore – ma purtroppo per il momento non in Italia – anche il suo gemello “diverso” solo perché più piccolo, quindi con display differente e batteria meno capiente.

Si chiama semplicemente Pixel 2 e si presenta con lo schermo da 5 pollici che mostra più evidenti le bande nere nella parte superiore e inferiore rispetto a Pixel 2 XL. Nella carrellata di novità presentata ieri in verità però hanno trovato spazio diversi altri annunci. Rimandiamo pertanto al contributo su Silicon per l’approfondimento sugli smartphone e ci concentriamo sugli altri device.

Google Pixel 2 XL
Google Pixel 2 XL

I Pixel 2 rinunciano alla presa mini jack, quindi le cuffie tradizionali non si possono utilizzare, a meno di non utilizzare, ma anche Google – come aveva deciso di fare Apple – ha deciso di offrire un’alternativa marchiata con la grande G. Sono i Pixel Buds, Bluetooth per il collegamento con lo smartphone ma con il filo per tenerli collegati tra loro.

Il sistema di ricarica dotando la custodia di una batteria maggiore rispetto alla loro è stato confermato, insomma, sembra che Google abbia da un lato ascoltato le critiche di chi non ha apprezzato alcuni aspetti di AirPods, ma anche in questo caso si è lasciata decisamente prendere la mano sul prezzo, anche se i Pixel Buds sembrano in grado di agevolare un problema di sempre e cioè quello di consentire a due persone che parlano due lingue diverse di capirsi, quasi istantaneamente, viva il riconoscimento vocale, l’AI e tutte le ottimizzazioni del caso…perché il motore è lo stesso del Traduttore di Google.

Google Pixel Buds - Gli auricolari
Google Pixel Buds – Gli auricolari

 Perché propone questi auricolari comunque a un prezzo strabiliante di oltre 150 dollari, e a differenza di Apple ha deciso che questa esperienza non è necessario arrivi in Italia. Mossa poco comprensibile considerato il fatto che se arriva uno smartphone (Il Pixel 2 XL) forse sarebbe anche il caso di offrirlo con il suo auricolare. 

Per sfruttare al massimo il proprio Pixel2  c’è DayDream View, il visore per fruire delle potenzialità dello smartphone nell’ambito della realtà aumentata e virtuale, presentato a San Francisco in una nuova versione che consente di condividere anche con gli altri quello che si sta vedendo utilizzando Chromecast per proiettare l’immagine sul televisore.

DayDream View prevede l’inserimento dello smartphone all’interno del visore, e arriva con nuove lenti in modo da offrire un’esperienza più immersiva. Forse la sorpresa più interessante è il prezzo che anche se più elevato della prima versione comunque resta relativamente abbordabile e inferiore ai 100 dollari.

Google DayDream View
Google DayDream View

Non arriverà in Italia nemmeno Pixelbook, il Chromebook. Si sa, non è un form factor che abbia ottenuto un grande successo di pubblico se non in alcuni ambiti educational, prevalentemente negli Usa. A nostro avviso perché di certo il prezzo – di poco più vantaggioso dell’acquisto di un laptop economico – non compensava i limiti di un device di questo tipo.

Google Pixelbook
Google Pixelbook

Google rilancia allora e presenta un Chromebook in configurazione premium, a partire dai materiali, lo chassis è in alluminio, con display da 12,3 pollici e risoluzione 2400×1600 pixel; il dispositivo – che si può utilizzare anche con lo stilo opzionale –  sfrutta un processore convincente come Intel Core i5, con 8 Gbyte di Ram.

Google ha pensato di proporre un form factor convertibile per utilizzare il sistema anche come un tablet, ma probabilmente sbaglia ancora il posizionamento sul mercato, perché lo offre a partire da 1000 dollari in configurazioni diverse fino a oltre 1600 dollari a seconda dello storage scelto da 128, 256 o 512 Gbyte. Un vero peccato, perché per spendere quelle cifre bisognerebbe disporre di uno strumento ideale per tutti i task, e non è così. Resterà un’occasione persa per offrire finalmente un’alternativa a Windows e iOs. 

Google Home Mini e Max

Per l’ambito Home, Google dopo avere introdotto Home l’anno scorso come sistema di assistenza personale a casa, rilancia, integra ancora meglio il dispositivo con gli smartphone Android. Google rideclina l’offerta e propone Home  Mini, in questo caso con un prezzo aggressivo di 50 dollari, così che si possa eventualmente disporre un device in ogni locale e Home Max, ancora più grande della versione originale, in questo caso con la possibilità di fare da diffusore per la propria musica.

Google Home Mini
Google Home Mini

Mentre Home Mini è decisamente più piccolo del primo progetto, ma ne mantiene tutte le potenzialità e nasce per invogliare ad utilizzare l’assistente digitale e la dotazione, eventuale, di dispositivi intelligenti di cui si dispone in casa, Home Max vuole diventare un centro di riferimento , ma ancora una volta non per l’italia, dove questi gioielli non saranno al momento disponibili. 

Google Clips, a un passo dal Grande Fratello

In ultimo è stata presentata Google Clips, mini fotocamera ma per nulla assimilabile alle action-cam. Clips nasce per girare brevissimi video e scattare foto, la sua particolarità è di potersi attivare quando ritiene opportuno, per catturare un istante, sfruttando l’intelligenza artificiale, senza che l’utente faccia nulla.

Google Clips
Google Clips

Clips non registra mai l’audio, non ha l’hardware a bordo per farlo e segnala la fase di ripresa con un led, e anche se l’intelligenza artificiale a bordo funziona in modo autonomo e Clips non si collega in verità mai al Web, non abbiamo dubbi sul fatto che il suo funzionamento sia di per sé abbastanza inquietante, perché è comunque sempre in osservazione, proprio per attivarsi nei momenti in cui “lei” decide stia accadendo qualcosa di interessante. Non c’è che dire il Grande Fratello è tra noi, non serve nemmeno aprirgli gli occhi, basta tirarselo in casa.

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