Google e UE, il braccio di ferro Antitrust s’intensifica

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Google nel mirino dell'Antitrust UE
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Il responsabile della concorrenza europea, il dimissionario Joaquín Almunia, ritiene che il colosso di Mountain View debba assumersi “nuovi impegni per fronteggiare i rilievi posti dai concorrenti”. Le accuse a Google mosse dall’Antitrust UE

Fra Google e UE, il nodo Antitrust non è stato risolto, ma rimane uno scoglio insormontabile. Il commissario all’Antitrust, il dimissionario Joaquín Almunia, chiede a Google di dimostrare sul serio se vuole evitare accuse formali di pratiche anticoncorrenziali nelle ricerche online e nella pubblicità in Rete. Il responsabile della concorrenza europea ritiene che il colosso di Mountain View debba assumersi “nuovi impegni per fronteggiare i rilievi posti dai concorrenti“, per migliorare le proposte per un accordo su un’indagine che da quattro anni ha i fari accesi su Google. Si tratta del quarto richiamo della Commissione Ue.

Se Google non affronterà le accuse con maggior serietà – ammonisce la UE -, l’unica alternativa consisterà nell’invio di una lettera di obiezioni, prima di aprire la procedura formale. Google rischia pesanti sanzioni per pratiche abusive anti-concorrenziali.

L’Antitrust UE accusa Google di violazioni della concorrenza e per possibile abuso di posizione dominante. Quattro erano le accuse rivolte al motore di ricerca guidato dal Ceo Larry Page: sui messaggi promozionali che appaiono contestualmente ai risultati delle ricerche effettuate su Google; l’utilizzo da parte di Google di contenuti originali di terzi senza aver ottenuto autorizzazione e consenso; l’accordo di usare solo advertising fornito da Google sui siti indicizzati; infine, le restrizioni contrattuali “forzose”.

Google rischia una maxi multa Antitrust fino al 10% del fatturato: Google ricava circa 57 miliardi di dollari all’anno, dunque la multa si aggirerebbe sui 5,7 miliardi di dollari.

Google nel mirino dell'Antitrust UE
Google nel mirino dell’Antitrust UE

Se Google presenta le sue concessioni entro la fine di ottobre, lavorero’ sul caso fino all’ultimo munito del mio mandato”, ha spiegato Almunia, altrimenti “toccherà al mio successore”. Ma la prossima Commissione guidata da Jean-Claude Juncker a partire da novembre, sarebbe meno incline a Google, vista la pressione di Paesi come la Germania, scettica verso il motore di ricerca USA e ipercritica dopo lo scandalo NSA.

Autore: ITespresso
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