Su Google tanti servizi, utente unico

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Google sostituisce 60 norme diverse sulla privacy con un unico regolamento. Viviane Reding esprime soddisfazione. Pro e contro della svolta di Google in tema di privacy online

La nostra Policy sulla Privacy lo dice chiaramente: se sei registrato, possiamo combinare le informazioni che ci dai da un servizio, con quelle provenienti da altri servizi. In breve ti tratteremo come un unico utente attraverso tutte le nostre piattaforme, il che significherà un’esperienza Google più semplice e intuitiva”. Su Google va in onda la semplificazione. Le 60 norme differenti sulla privacy in tutti i servizi Google verranno rimpiazzate da un unico regolarmento, dal prossimo primo marzo.

L’obiettivo di Google consiste in una semplificazione e maggiore trasparenza. Google promette che non verrà meno ai suoi princìpi sulla privacy che “restano infatti gli stessi. Non venderemo mai le informazioni personali e non le condivideremo senza la tua autorizzazione“.

Dopo aver eseguito il login, le ricerche che effettuate online, le email che inviate da Gmail, le località che cercate su Google Maps, i video che guardate su YouTube, le conversazioni che tenete nelle cerchie su Google+ saranno tutte raccolte nello stesso posto. 

Secondo alcuni esperti di privacy, l‘unificazione dei regolamenti per tutti i servizi è però un passo indietro: rappresenta la fine del “Don’b evil”? E’ la rottura della storica promessa di Larry Page e Sergey Brin? Google aveva promesso di mettere al primo posto l’utente, costruendo sul “Don’t be evil” una fidelizzazione di massa. A chi teme che il motore di ricerca potrà tracciarvi, Google ribatte che unificare i regolamenti significherà poter ottimizzare i servizi, senza deroghe né pasi indietro sulla tutela della riservatezza. E se Viviane Reding applaude al passo intrapreso da Google, significa che non c’è da temere scossoni.

Fatto sta che dal 1 marzo prossimo in poi, se siete registrati con il vostro account Google per utilizzare un qualsiasi servizio targato Google potrete continuare a gestire più account senza problemi, ciascunoin  autonomia dall’altro (ognuno  con una propria password) e potrete continuare a navigare senza   essere loggati. In cambio il motore di ricerca potrà usare le informazioni anche per altri servizi.

Secondo il Los Angeles Times ora c’è maggiore chiarezza<. la sostituzione di 60 documenti esistenti sulla privacy, relativi a prodotti specifici, con  un unico regolamento, sgombra il campo da equivoci: “Tutto questo dovrebbe aiutare gli utenti a comprendere quali dati raccogliamo e come li utilizziamo. “In secondo luogo, le nuove norme rispecchiano il nostro impegno volto a creare un’unica esperienza utente” semplice ed intuitiva.

Chi non vuole finire in questo meccanismo, ha poche settimane a disposizione per cancelare i dati dai prodotti Google adoperando il loro servizio di liberazione dei dati. Altrimenti, dal primo marzo i vostri account su Docs, YouTube o Gmail, vi riconosceranno come utente unico della galassia di Mountain View.

Se accedi al tuo account Google, possiamo migliorare la tua esperienza di ricerca, ad esempio suggerendoti i termini di ricerca o personalizzando i risultati in base agli interessi che hai manifestato su Google Plus, Gmail e YouTub. Capiremo più efficacemente che cosa stai cercando e ti forniremo i risultati giusti più rapidamente” riporta Google.

Per FTC ogni semplificazione è benvenuta. Più scettica è l’associazione EPIC che teme un nuovo colpo alla privacy online degli utenti. Forbes è lapidaria: “Google dice addio alla privacy degli utenti”. Per l’Economist, invece, sostituire una pletora di note con un unico regolamento chiaro e conciso, è positivo. La verità, come spesso, sta nel mezzo: Google rede gli utenti più consapevoli, l’accorciamento delle policy è segno di glasnost, ma la parola finale spetta agli utenti.

Viviane Reding oggi in una conferenza stampa a Bruxelles in merito al la proposta di direttiva sui dati personali ha espresso soddisfazione:“Google è stata veloce. In anticipo sulle decisioni della Commissione, Google ha compiuto il primo passo nell’adempimento della normativa privacy. Posso solo applaudire se più aziende si avviano nella giusta direzione. Segno che Google ottempera alle richieste UE, fra le più severe al mondo in tema di privacy.

Google semplifica la privacy
Google, privacy unica per tutti i servizi
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