Google Video al capolinea

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Dal 29 aprile Google stacca la spina a Google Video, il servizio lanciato dal motore di ricerca prima dell’acquisizione da 1,6 miliardi di dollari di YouTube. Continuerà solo il download per altri 15 giorni e poi si chiude. Gli utenti sono invitati a passare dal sito di video condivisione YouTube per caricare video o anche solo guardarli. I contenuti video sul Web sono in pieno boom. Google sta investendo 100 milioni di dollari in YouTube per 20 canali tematici: con una programmazione da 5 a 10 ore. L’era amatoriale e fai-da-te di Google Video, e del primo Youtube, lascia il passo al broadcasting professionale. Ora Google vuole sfidare la Tv

Google chiuderà i battenti al suo Google Video dal prossimo 29 aprile. Il download e il salvataggio avranno altri 15 giorni di vita, prima di cessare completamente dal 13 maggio. Google sta invitando gli utenti a passare a YouTube, ma il trasloco di 2,8 milioni di video (interviste, documentari, lezioni) non è banale. E alcuni utenti denunciano l’assenza di un meccanismo automatico, dunque parte del materiale andrà perso, perché ognuno deve fare da sè.

Ma questi numeri rendono l’idea di quanto il video online sia in esplosiva crescita. Lo dimostrano i numeri del fenomeno Web 2.0 di YouTube: YouTube è al suo giro di boa del primo miliardo di dollari (infatti ha registrato un fatturato di 825 milioni nel 2010 e raggiungerà quota 1.3 miliardi di dollari nel 2011); sono 2 miliardi i video visti ogni giorno (contro i 2 miliardi al mese su Facebook), 35 ore di video uploadati ogni minuto.

Gli utenti preferiscono l’intrattenimento online rispetto alle trasmissioni terrestri, satellitari e via cavo. Dalle statistiche di comScore Video Metrix, nel mese di marzo circa 174 milioni di utenti americani hanno avuto accesso a portali di contenuti video con una media di 14,8 ore a utente. Ora anche per Google giunge il momento di monetizzare la popolarità di YouTube nello scenario della Social-Tv che si sta affermando, dando l’addio alla “fruizione passiva” della vecchia Tv del passato. Già oggi il 42% degli italiani tra i 18 e i 24 anni usa la messaggistica istantanea per scambiare opinioni sui programmi televisivi, mentre il 35% li commenta sui social network (fonte: RedShift Research, fine 2010). E per YouTube, nato come portale di video-sharing star del Web 2.0, la condivisione è già nel suo Dna.

Se Google chiude e Google Video, adesso può finalmente esprimere l’ambizione di trasformare YouTube in distribuzione video, con 20 canali tematici di brodcast professionale che spaziano dalle news allo sport fino all’intrattenimento. Costo dell’investimento da parte di Google: 100 milioni di dollari. Il tutto destinato al Web e YouTube, in streaming video, con taglio professionale, per contrastare le TV tradizionali e catalizzare l’attenzione di utenti e inserzionisti. quei network Tv che finora hanno boicottato la sua Google Tv.

Da contenitore a distributore di e-content, YouTube pensa a una programmazione dalle 5 alle 10 ore. Il broadcast sarà a carattere professionale (invece che amatoriale come gli UGC – user generated content ovvero i contenuti generati dagli utenti), ma pur sempre low-cost. Lo streaming video sarà supportato dagli introiti pubblicitari e obbligherà YouTube a un restyling del sito: “effettuata a partire dalla fine di quest’anno in modo graduale e potrebbe includere i canali creati dalle aziende di produzione e da registi di Hollywood”.

Google ha di recente effettuato due piccole acquisizioni (Next New Networks e Green Parrot Pictures) che puntano a rendere più professionali i clip, ripresi con smartphone in eventi, manifestazioni o situazioni di “netizen journalism” (vedi: i video dal Giappone o dalle rivolte in Nord Africa). Next New Networks, fondato da ex manager di Mtv, offre una piattaforma efficace per sviluppare, impacchettare e costruire audience intorno alla programmazione originale di video web, attraendo oltre due miliardi di views e sei milioni di abbonati attraverso i partner networks di canali e programmi. Il programma partner di YouTube è salito  a 15 mila partner. Green Parrot Pictures realizza una tecnologia di compressione in grado di portare su YouTube video che si vedono meglio e senza sobbalzi, in file di dimensioni minori, quindi più leggeri da uplodare). Il tutto in qualità come X-Men perché un algoritmo permette di effettuare operazioni di editing video in remoto.

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