Google vince contro un’accusa di diffamazione

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In Gran Bretagna Google ha dimostrato di non essere un editore, ma un motore di ricerca in automatico: dunque non è responsabile per i commenti diffamatori che compaiono nel corso delle ricerche online.

Il Metropolitan International Schools, istituto europeo per la formazione a distanza,aveva citato Google per diffamazione, a causa di alcuni commenti negativi immessi in Rete.

Ma il giudice inglese ha detto Google non è un editore, bensì un motore di ricerca in automatico: dunque non è responsabile per i commenti diffamatori che compaiono nel corso delle ricerche online.

Anche in Italia è da un po’ che ci si chiede se e quale sia la responsabilità del gestore di un motore di ricerca per i contenuti indicizzati e dunque resi accessibili: la sentenza inglese può indicare la via anche ai giudici italiani, eventualmente impegnati in casi analoghi.

“Google ha semplicemente, secondo il suo ruolo di motore di ricerca, fatto la parte del mediatore“. Google si dice soddisfatta della sentenza britannica, che la de-responsabilizza dei commenti pubblicati su siti web terzi.

Autore: ITespresso
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