Google voterà contro le proposte sui diritti umani

Aziende

Nonostante sia contrario alla censura, il motore di ricerca non vuole piegarsi alle richieste degli azionisti

Google ha sempre detto che in certi paesi la censura è sempre meglio di nulla, del buio e del silenzio totale. Google si è scusata, ma non intende retrocedere

e voterà contro le proposte sui diritti umani.

Mentre il Tibet è in fiamme e Francia e Regno Unito discutono se boicottare almeno la cerimonia iniziale

delle Olimpiadi cinesi, già macchiate di sangue azgli occhi del mondo, gli azionisti di Google tornano alla carica per far approvare al motore di ricerca iniziative sui diritti umani.

Ma la risposta è ancora no: le iniziative servirebbero a garantire la libertà di accesso al Web, dicendo no alla censura attiva e a non conservare i dati degli utenti in paesi dove vigono restrizioni alla libertà di espressione. La seconda proposta degli azionisti chiede un comitato per i diritti umani che analizzi le implicazioni delle sue politiche su scala mondiale.

Ma il consiglio d’amministrazione di Google chiede di v otare contro entrambe le proposte che saranno vagliate l’8 maggio.

Google disapprova la censura e continuerà ad allargare le maglie per far arrivare più informazione e per dare voce al dibattito a favore della libertà di espressione,

ma di più per ora non può fare. YouTube del resto è stato un megafono della protesta in Tibet, soffocata nel sangue, e il fatto che la Cina abbia bloccato il sito,

ha fatto luce su ciò che sta avvenendo.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore