Google vuole stringere sui libri online

Aziende

Mentre tende una mano agli editori con la proposta in futuro di micro-pagamenti, Google sottolinea i lati positivi dell’accordo per digitalizzare milioni di libri. Il patteggiamento promuoverà l’ingresso di nuovi player nel mercato dei libri online

Una bufera si è scatenata contro il patteggiamento di Google Books con gli editori (ultima a scendere nell’arena del fronte anti-Google, è l’arcirivale Microsoft ). Ma non è nel Dna di Google mollare la presa: dopo aver teso una mano agli editori della carta stampata con la proposta in futuro di micro-pagamenti , mostra i lati positivi dell’accordo per digitalizzare milioni di libri in cambio di una cifra forfettaria. L’accordo forfetario vale 125 milioni di dollari ovvero 60 dollari per ogni titolo digitalizzato.

Secondo Google, il patteggiamento promuoverà l’ingresso di nuovi player nel mercato dei libri online. Queste sono le parole che pronuncerà oggi il legale David Drummond in una testimonianza preparata per un’udienza in congresso.

L’avvocato spiegherà che Google “si attiene completamente alla legge sul diritto d’autore” e che l’accesso a titoli online potrebbe aggiornare la ricerca nelle scuole prive di grandi biblioteche. Il Settlementha, dunque, una funzione democratica. Inoltre, Drummond afferma che la digitalizzazione di “opere orfane” (i cui autori sono ignoti o introvabili) aprirebbe il mercato ad altri player digitali: ecco l’obiezione con cui smontare l’accusa di monopolio della Open Book Alliance. “Crediamo che chiunque voglia riutilizzare libri abbandonati dovrebbe poterlo fare in un modo giusto e legale. Dal nostro punto di vista, l’accordo potrebbe contribuire“, ha commentato Drummond.

La proposta dell’accordo per risolvere la qurelle sarà sotto i riflettori il prossimo 7 ottobre presso una corte federale di Manhattan.

Il fronte anti Google è però affollatissimo: dall’italiana Aie alla Federazione editori europei (Fep), dalla Germania alla Francia; anche negli Usa, Amazon ha fatto ricorso contro il Settlement e Microsoft ha usato parole di fuoco. A favore di Google sono, invece, i gruppi di diritti civili, le associazioni dei non vedenti e la potente Authors Guild.

L’intesa presentata alla Corte del Distretto di New York il 28 ottobre 2008, se passerà, metterà la parola fine alla class-action e permetterà a Google di rendere accessibili milioni di libri online.

Il 7 ottobre vedremo come andrà a finire l’ultimo braccio di ferro che divide il mondo hi-tech. Google Books aspira a incarnare l’utopia della Biblioteca di Alessandria del XXI secolo, ma i detrattori temono che il sogno si tramuti in incubo: il progetto di Google potrebbe “solo” diventare il più grande database privato digitale di libri al mondo. Un monopolio della cultura e dei saperi.

Leggi lo SPECIALE: Ciclone libri online

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore