Gran Bretagna: cresce il numero dei ragazzi che navigano in rete senza la supervisione di un adulto

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Almeno il 50% dei ragazzi intervistati dall’osservatorio indipendente "Schools Health Education Unit" ha dichiarato di non aver mai avuto il controllo di un adulto durante l’esplorazione di internet

Meno dell’8% ha dichiarato di non aver mai navigato in internet, mentre due anni fa si trattava del 28%. I dati, che verranno pubblicati nell’ambito di una ricerca dal titolo “Young People in 2002”, sono relativi a 37.150 ragazzi e ragazze tra i 10 e i 15 anni. Statisticamente, i dati che giungono all’osservatorio non sono rappresentativi a livello nazionale: provengono da centinaia di indagini scolastiche svolte tutti gli anni, con una diversa combinazione di regioni all’interno del paese. Comunque tali dati sono considerati come un autorevole istantanea delle abitudini dei giovani. Alla domanda «Siete in grado di navigare in internet senza la supervisione di un adulto?» le ultime cifre mostrano un netto aumento del numero di coloro che rispondono di non essere mai supervisionati. Il 53% delle ragazze di età fra i 12 e i 13 anni ha risposto così nel 2002, rispetto al 33% del 2000. Secondo Davis Regis, direttore dell’unità, i risultati della ricerca sono “impressionanti”. «Mi auguro che le persone siano consapevoli dei pericoli esistenti, dalla pedofilia alle truffe. Alcuni bambini corrono seri rischi» dice. Il boom di utilizzo della rete coincide con la quasi universale adozione nelle scuole, conseguente ad un massiccio investimento del governo. I bambini vengono ora introdotti all’uso di internet, sotto supervisione, a partire dalla scuola elementare e chiedono sempre di più di poterlo usare anche a casa. Un portavoce della NSPCC (National Society for the Prevention of Cruelty to Children), la più importante organizzazione britannica per la tutela dei minori, ha affermato che i genitori devono essere informati dei pericoli che possono correre i bambini. «Internet può essere un fondamentale strumento formativo per i bambini, ma può anche comportare situazioni di pericolo» spiega. «I genitori devono essere in prima linea nel proteggere i loro bambini da offerte sessuali che li condurrebbero a frequentare chatroom. I contatti avvengono nelle chatroom e velocemente si può passare ai contatti via telefoni cellulari, SMS, fino al contatto faccia a faccia».

Autore: ITespresso
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