Grande formato per tutti

Stampanti e perifericheWorkspace

Visualizzare film oppure eventi sportivi su ampie superfici non richiede necessariamente una spesa troppo elevata. E i videoproiettori sono diventati un’interessante e valida alternativa al televisore. Presentiamo nove modelli, che costano meno di 1.000 euro, con relative caratteristiche tecniche e qualche valutazione sui loro pregi e difetti

Se nel recente passato i videoproiettori erano utilizzati prevalentemente per visualizzare presentazioni in PowerPoint, ormai il loro impiego nel mondo delle applicazioni consumer è sempre più ampio. Oggi i videoproiettori sono diventati, infatti, delle valide e competitive alternative ai Tv al plasma e Lcd per visualizzare su grandi formati film oppure eventi sportivi. I prezzi di questi dispositivi sono inoltre scesi sensibilmente rispetto a qualche anno fa, e le prestazioni sono migliorate nettamente. Questo non toglie, ovviamente, la possibilità di utilizzare questi dispositivi anche per visualizzare presentazioni. Le aziende, infatti, segmentano il mercato in modo diverso, per esempio a seconda del tipo di impiego, ma oramai sono moltissimi i dispositivi perfettamente idonei a un uso di tipo misto, capaci cioè di soddisfare sia le esigenze business che quelle consumer. È il caso dei nove videoproiettori di cui, nelle pagine a seguire, vi presentiamo pregi e difetti. Prima però diamo uno sguardo agli elementi da valutare. Esistono infatti diverse tecnologie: ecco i dettagli di quelle più utilizzate e i principali fattori che condizionano la scelta di un videoproiettore.

La tecnologia Dlp La maggior parte dei nove videoproiettori presentati utilizzano un Dlp, acronimo di Digital light processing. Si tratta di un componente chiamato Dmd (Digital micromirror device) prodotto da Texas Instruments che in pratica è un Mems (Micro electro mechanical systems), cioè un device che racchiude sia funzionalità di tipo meccanico sia elettriche. La tecnologia Dlp sfrutta il principio della riflessione della luce su microscopici specchi orientabili. Il dispositivo è in pratica un chip su cui sono stati incisi migliaia di piccolissimi specchi che misurano circa 16 micron quadrati l’uno e la parte di logica di controllo, analoga a quella dei normali circuiti integrati. Ogni specchio può ruotare indipendentemente dagli altri con un angolo di ± 10 gradi, e quindi, in base al suo stato logico (0 oppure 1), riflettere la luce oppure no. Per passare da uno stato all’altro servono circa 15 microsecondi e gli specchi sono fatti ruotare migliaia di volte al secondo e in base alla frequenza di rotazione si possono ottenere vari toni di grigio. In pratica se un specchio, che alla fine è un punto sullo schermo, viene fatto ruotare con una frequenza più alta, si ottiene un pixel più chiaro, e viceversa. La riproduzione dei colori in videoproiettori Dlp sfrutta una ruota con i colori base. La luce della lampada passa attraverso questa ruota che è costruita con settori colorati, e in concomitanza con ogni colore viene orientato in sincronia un determinato gruppo di specchi che corrispondono ai pixel di quel colore (ovviamente l’intensità di ogni colore base è modulata e combinata per avere una gamma completa di colori). Sulla suddivisione dei settori colorati ci sono diverse variazioni a seconda del tipo di utilizzo del videoproiettore. Per esempio, quelli destinati ad applicazioni multimediali utilizzano anche un settore bianco per aumentare la luminosità di visualizzazione. Tra i vantaggi dell’impiego della tecnologia Dlp, va annoverata la riduzione, rispetto ad altre tecnologie, dell’effetto ?griglia? tra un pixel e l’altro. Dato che, infatti, gli specchi sono a meno di un micron di distanza l’uno dall’altro, gli spazi fra i pixel sono meno evidenti a parità di condizioni.

Non solo Dlp Non tutti i nove videoproiettori selezionati usano la tecnologia Dlp, ma ce ne sono alcuni che fanno ricorso a quella Lcd, una tecnologia più che collaudata. A parte una motivazione di tipo commerciale (praticamente i chip Dlp sono disponibili da un solo fornitore) ci sono altre ragioni, come per esempio i costi relativamente contenuti, per spingere i produttori ancora verso questa tecnologia. Quella degli Lcd è una tecnologia di tipo trasmissivo, poiché la luce passa attraverso i vari strati del pannello. La luminosità ottenibile, quindi, non è legata soltanto a quella della lampada utilizzata, ma anche alla qualità delle parti ottiche come i prismi. Un videoproiettore Lcd può usare diversi sistemi per riprodurre le immagini. Per esempio ci sono dispositivi che fanno ricorso a un prisma dicroico (praticamente un prisma quadrato formato da quattro prismi triangolari affiancati che fa passare selettivamente i colori) cui sono affiancati direttamente i pannelli Lcd. La luce scomposta nei tre colori base viene fatta uscire dal quarto lato del prisma per andare alle lenti frontali del videoproiettore. I singoli pannelli Lcd fanno passare o meno la luce nei punti desiderati creando le immagini da proiettare. Uno dei limiti di questa soluzione è che i pannelli devono essere allineati molto bene per avere una corretta sovrapposizione. Occorre considerare, inoltre, che la velocità di commutazione dei cristalli liquidi talvolta non è elevatissima rispetto ad altre tecnologie. A questo va aggiunto che la vicinanza dei pannelli Lcd a una fonte di calore così elevata come quella della lampada può creare dei deterioramenti nel tempo.

La luminosità e il contrasto Uno dei principali elementi da tenere in considerazione quando si sceglie un videoproiettore è la luminosità, un aspetto che però condiziona sensibilmente il prezzo dei dispositivi visto che dipende dal tipo di lampada e dalla parte ottica utilizzata. Un’elevata luminosità è molto importante visto che permette di vedere meglio le immagini anche quando la luce ambientale è relativamente alta. La luminosità è definita come rapporto tra il flusso luminoso e l’area su cui è irradiato, quindi, nel nostro caso è legata alla luce emessa dal videoproiettore e alle dimensioni dello schermo su cui sono proiettate le immagini. Il Lumen è l’unità di misura che indica il flusso luminoso, mentre la superficie si misura in metri quadrati. L’illuminazione è misurata usando il Lux, parametro che sostanzialmente esprime il flusso di Lumen su un’area di un metro quadrato. È però il Lumen il parametro più interessante nel nostro caso, dato che la luminosità dei videoproiettori è espressa proprio con questo valore. Vale la pena di precisare, però, che un videoproiettore da 2.000 Lumen non produce il doppio della luminosità rispetto a uno da 1.000 Lumen, visto che la percezione dell’occhio umano segue una scala logaritmica e non una lineare. Un’ulteriore cosa da precisare, comunque, è che il valore dell’illuminazione dipende anche da come sono state effettuate le misure. Il Lumen, infatti, non considera l’uniformità dell’illuminazione, parametro invece valutato utilizzando l’Ansi Lumen. In pratica l’Ansi (American National Standard Institute) ha definito una serie di metodologie per la misurazione dell’illuminazione che tengono conto anche dell’uniformità. In sostanza la superficie di proiezione viene suddivisa in nove aree uguali e il valore di luminosità viene rilevato al centro di ogni singola area. Il problema è che alcuni produttori indicano solamente il valore in Lumen, mentre altri specificano quello in Ansi Lumen. Un altro elemento che condiziona la qualità di visualizzazione è il contrasto. Questo fattore è in pratica la differenza che c’è fra le parti più bianche riproducibili da un certo dispositivo e quelle nere, cioè tra la situazione di massima illuminazione e di assenza di luce. Con i videoproiettori però questo parametro dipende, ovviamente, dalla superficie usata come schermo e dall’illuminazione ambientale. In sostanza il nero visualizzabile su uno schermo da un videoproiettore, non dipende tanto dalla totale assenza di luce emessa dal videoproiettore in quel punto, quanto dall’illuminazione dell’ambiente (il colore e la luminosità è in pratica quella dello sfondo e basta avvicinarsi allo schermo per rendersene conto). Se è vero che la qualità della visualizzazione è legata anche al contrasto, è anche vero che l’occhio umano ha dei limiti che spesso sono sorpassati dalle tecnologie. In sostanza il valore minimo da ricercare non dovrebbe essere inferiore a 300:1, mentre per quello massimo apprezzare variazioni di qualità di visualizzazione oltre il rapporto di 1.000:1 sembra essere piuttosto difficile.

Le lampade I videoproiettori sono noti per i problemi legati alle lampade, visto che questi componenti sono piuttosto costosi e hanno una vita limitata. Quelle usate nei videoproiettori, infatti, sono lampade speciali, in grado di emettere una luminosità elevata. Le tecnologie usate in queste lampade sono piuttosto varie, come per esempio quelle a vapori di mercurio, ma hanno una cosa in comune: le elevate temperature di esercizio. È proprio questo parametro che condiziona la vita della lampada e costringe all’adozione di sistemi di ventilazione forzata all’interno del videoproiettore. La necessità di usare delle ventole ha delle implicazioni anche in termini di rumorosità del dispositivo (sentire un fastidioso ronzio mentre si vede un film non è una cosa piacevole) e di progettazione dello chassis con relative prese d’aria. Un altro elemento che i progettisti devono considerare riguarda la facilità di accesso alla lampada per la sua sostituzione una volta esaurita. Dato che i videoproiettori sono diventati oggetti a basso costo, la sostituzione della lampada deve poter essere eseguita dall’utente finale senza troppe complicazioni. Per questo motivo le lampade sono solitamente racchiuse in una specie di ?cartuccia? che ne facilita l’estrazione e la sostituzione. Un altro componente che deve essere sostituito sono i filtri dell’aria. Dato che in sostanza c’è un sistema di ventilazione forzato, la possibilità che entrino elementi inquinanti come polvere, fumo e altro sono molto elevate. Per evitare che questa sporcizia si depositi sulle ottiche interne, deteriorando la qualità di visualizzazione, il passaggio dell’aria spesso è filtrato, in modo da ridurre gli inconvenienti. Del resto smontare il videoproiettore per pulire le ottiche non è un’operazione allettante (spesso non è neppure fattibile da parte dell’utente). Analogamente ci sono altri problemi tecnici che i progettisti hanno dovuto risolvere. Per esempio se il videoproiettore è di tipo portatile e viene usato per delle presentazioni, l’elevata temperatura di esercizio della lampada impedisce di poterlo rinchiudere nella borsa di trasporto fino a quando la lampada non si sia raffreddata sufficientemente. Per questo motivo quasi tutti i videoproiettori continuano a far girare le ventole anche una volta ?spenti? con l’apposito tasto. Solo pochissimi, però, possono continuare a far girare le ventole anche una volta che sia stata tolta la spina di alimentazione. La vita della lampada e il suo prezzo può condizionare, ovviamente, anche il modo di utilizzare il videoproiettore. È chiaro che se la vita media della lampada è di circa 3.000 ore, utilizzare il videoproiettore come un normale televisore, anziché dedicarlo alla sola visione dei film, potrebbe diventare relativamente dispendioso. La situazione è simile a quella dei primi televisori con tecnologia al plasma dove la vita limitata ne rendeva poco appetibile l’acquisto. Nel caso dei videoproiettori però il costo della lampada, per quanto elevato, non è paragonabile a quello di tutto il dispositivo.

Connessioni, installazione, uso Un altro aspetto da non sottovalutare nella scelta di un videoproiettore è costituito dal numero e dal tipo di connettori presenti. Se questo aspetto non era molto importante quando i videoproiettori erano utilizzati solamente per usi di tipo business (bastava un connettore Vga e al massimo uno composito), ora che il campo di applicazione forse più ampio è quello multimediale, occorre prestare attenzione al numero e al tipo di connettori presenti. Normalmente la dotazione standard è più che sufficiente per la maggior parte delle applicazioni, ma porte aggiuntive sono spesso apprezzabili, soprattutto in presenza di altri dispositivi, come per esempio sistemi audio Home Theatre. Altri due elementi da prendere in considerazione prima di scegliere un videoproiettore sono la semplicità di installazione e la facilità d’uso. Per l’installazione occorre considerare diverse alternative. Per esempio se il videoproiettore non è utilizzato frequentemente, probabilmente un’installazione fissa non è necessaria. Questo però implica di dover effettuare ogni volta le impostazioni base di installazione (posizionamento, messa a fuoco, correzioni delle distorsioni) e la facilità con cui queste operazioni possono essere eseguite diventa essenziale per l’utente. Analogamente se si utilizza un’installazione fissa, per esempio a soffitto con eventuali staffe, il telecomando diventa l’elemento di interazione principale. Questo significa che deve essere un dispositivo di uso immediato, capace di effettuare anche regolazioni complesse, e non soltanto quelle base. In fase di installazione conviene pensare anche all’acquisto di un apposito schermo idoneo alla proiezione. La qualità di visualizzazione risente, infatti, molto dello sfondo utilizzato e gli schermi permettono solitamente di avere molti vantaggi, come un’elevata uniformità, una riflettività costante eccetera.

I nove prodotti Il primo aspetto interessante è che la maggioranza dei modelli ha un prezzo addirittura inferiore agli 800 euro, quindi alla portata di tutti. In linea di massima, più è alta la risoluzione di un dispositivo, migliore è la qualità di visualizzazione, ma questo comporta però di solito anche un innalzamento dei prezzi. I nove prodotti presentati sono caratterizzati nella maggioranza dei casi da una risoluzione nativa di 800×600 punti, con la sola eccezione del modello proposto da BenQ. Nessun modello ha però un fattore di forma nativo di 16:9 , ma sono tutti 4:3 eventualmente con il supporto per l’altro formato. Analogamente per la tecnologia utilizzata: quasi tutti, tranne l’Epson e il Nec che fanno ricorso a quella Lcd, sono dispositivi Dlp. Questo spiega anche perché in termini di contrasto, i due modelli citati in precedenza hanno valori rispettivamente di 500:1 e 600:1 contro il rapporto di 2000:1 di tutti gli altri. Per la luminosità, i valori vanno da 1.600 ai 2.200 Ansi Lumen del modello di BenQ, mentre per la vita della lampada, i valori dichiarati danno da 2.000 a 4.000 ore in modalità standard, valori che salgono discretamente (in alcuni casi raddoppiano) utilizzando l’eco mode. Per lo zoom, solamente due modelli offrono unicamente quello digitale, mentre gli altri hanno quello ottico che fornisce risultati migliori. La massima diagonale visualizzabile, comunque, va da 250 a 330? circa, a seconda del modello. Nel presentarvi i nove modelli di videoproiettori abbiamo anche tenuto conto degli esiti di alcune prove eseguite con due procedure: i test DisplayMate e i benchmark HQV.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore