Green economy, l’industria elettronica mette il turbo

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E’ stato sottoscritto e presentato presso Palazzo Italia ad Expo Milano il documento di indirizzo strategico sull’economia green che il ministero dell’ambiente si appresta a varare. Anie Confindustria si è fatta promotrice di questa presentazione

Green economy e tecnologia per far ripartire l’economia. E’ stato sottoscritto e presentato presso Palazzo Italia ad Expo Milano il documento di indirizzo strategico sull’economia green che il ministero dell’ambiente si appresta a varare.

Anie Confindustria si è fatta promotrice di questa presentazione e, in particolare, l’industria elettrotecnica ed elettronica si è affiancata al ministero per una consultazione. Il tessuto industriale rappresentato dall’elettrotecnica e dall’elettronica, oltre a essere determinante oggi, lo è anche per il futuro della ripresa economica, sulla crescita del Pil e l’occupazione, può rappresentare una chiave di volta per il raggiungimento di obiettivi ambientali europei fissati, per il 2030, nel 40% di riduzioni di emissioni, 27% produzione da fonti rinnovabili e 27% efficienza energetica. Il tema dello sviluppo e della crescita sostenibile è da tempo all’ordine del giorno nelle agende di tutti i paesi industrializzati ed emergenti e l’industria sembra essere in prima linea su questo fronte. Lo scenario di sviluppo che si sta affrontando è legato al concetto di economia digitale, integrata, connessa, smart. Le politiche ambientali delle aziende Anie appoggiano il principio dell’economia circolare, un modello di progettazione, produzione, uso e consumo dei prodotti che pone al centro la sostenibilità del sistema, grazie al riutilizzo delle materie. green economy, green@shutterstock

Le imprese Anie hanno tradotto tale principio in un’azione concreta, contribuendo a implementare il sistema Raee nazionale, in ottemperanza alle normative secondo le quali i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche devono essere smaltiti in maniera differenziata e adeguata, al fine di recuperare quanto più possibile le materie prime utilizzate per la realizzazione dei prodotti, nell’ottica di un loro riutilizzo: una reale dimostrazione sul campo di economia circolare. Ma, sottolinea la Federazione, la circolarità dei prodotti deve cominciare dalla loro progettazione: devono essere appositamente disegnati per essere interamente recuperati. Sin dalle prime fasi di attuazione della Direttiva Raee sul territorio nazionale, Anie Federazione è stata impegnata affinché il risultato del recepimento potesse tradursi in un Sistema Raee organizzato secondo principi di efficienza ed economicità. Il ruolo nel sistema della Green economy dovrà essere svolto dalle fonti di energia rinnovabili. Per vivere meglio dobbiamo anche imparare a muoverci meglio: ecco allora che uno dei punti cardine delle proposte di Anie Confindustria è la creazione di condizioni ottimali per la diffusione della e-mobility, una “mobilità verde” che deve necessariamente passare dalle auto elettriche, meglio ancora se alimentate con fonti energetiche green; dal miglioramento della rete di trasporto ferroviario e metropolitano e dall’elettrificazione dei porti. Il primo passo secondo la Federazione è quello di predisporre negli edifici di nuova costruzione, residenziali o aziendali e commerciali, adeguati sistemi di ricarica.

Arriva l'1 contro 0 nel ritiro dei RAEE

Le Autorità competenti dovrebbero inoltre prevedere incentivi ad hoc per la sostituzione delle flotte aziendali e incrementare la capacità infrastrutturale del nostro Paese attraverso la costruzione di nuove dorsali urbane e linee per collegamenti multimodali e intermodali con porti ed aeroporti. Consumare meno, consumare meglio: questa è la sintesi di qualunque iniziativa sull’efficienza energetica, che si traduce nell’elevare gli standard prestazionali e qualitativi dei prodotti, delle tecnologie e soluzioni, con conseguenti e cospicui investimenti in Ricerca e Innovazione, in comunicazione, in riconversione dei processi industriali. L’industria elettrica ed elettronica è tra i settori maggiormente esposti sul tema, affrontando ormai da anni una legislazione comunitaria di riferimento particolarmente severa circa le specifiche di progettazione dei prodotti, siano essi di largo consumo (es. elettrodomestici, apparecchiature di illuminazione) o di uso industriale (es. motori, trasformatori), e confrontandosi con un contesto di riferimento non sempre adeguatamente recettivo alla sostituzione di un parco installato ormai inefficiente. Inoltre, specialmente in un contesto economico ancora difficile che non favorisce una consistente ripresa dei consumi, diviene fondamentale individuare strumenti che valorizzino l’innovazione e le scelte innovative ed ambientali.

Per far ripartire l’economia italiana servono provvedimenti urgenti, effettivi e vincolanti – ha commentato Claudio Andrea Gemme, presidente di Anie Federazione. – Come industria, non possiamo nascondere la nostra delusione quando, dopo tanto lavoro e tanti contributi, abbiamo visto arenarsi la Strategia Energetica Nazionale, mai davvero divenuta un Piano Energetico Nazionale. Nessun Paese industriale evoluto può permettersi di non avere un Piano Energetico che, se ben fatto, getta le condizioni per la ripresa economica e sociale del Paese stesso. Speriamo che il Green Act sia #lavoltabuona, per usare un’espressione ormai consolidata. Efficientare il sistema, limitare gli sprechi, usare in maniera razionale le risorse, prime fra tutte acqua ed energia, e promuovere innovazione per un mondo sempre più sostenibile per le aziende Anie sono da sempre dei must. La decarbonizzazione della nostra economia è una scelta ormai consolidata che ci ha portato in breve tempo a raggiungere alti target di produzione di energia da fonti rinnovabili e standard di efficienza tra i più alti d’Europa, ma che puntiamo a rafforzare ulteriormente. Le imprese Anie sono già oggi pronte a rispondere alle molteplici sfide della sostenibilità, intesa in tutte le sue accezioni, ambientale innanzitutto, ma anche economica e sociale. A chi ci governa chiediamo di creare le condizioni per continuare a fare, sempre meglio, il nostro lavoro”.

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