Green IT, un giorno l’elettronica sarà biodegradabile

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Un giorno l'elettronica sarà biodegradabile @ shutterstock

L’elettronica transitoria, così si chiama scientificamente l’elettronica biodegradabile, rappresenta una nuova classe di dispositivi, realizzata con magnesio e silicio. Il futuro? Nella telefonia mobile

Il Green IT scopre l’elettronica biodegradabile, in grado di realizzare dispositivi solubili in acqua o nei liquidi organici. Lo studio sulla nuova generazione di telefonia mobile biodradabile è stata pubblicto sulla rivista Science, ed è una ricerca firmata dateam coordinato da Suk-Won Hwang,  dell’università dell’Illinois a Urbana– Champaign, e di cui fa parte l’italiano Fiorenzo Omenetto, docente alla Tufts University.

L’elettronica transitoria, così si chiama scientificamente l’elettronica biodegradabile, rappresenta una nuova classe di dispositivi, realizzata con magnesio, un elemento chimico che è presente nel corpo umano, e il silicio, che è biocompatibile. Questi materiali utilizzati in una forma ultrasottile, da incapsulare nelle proteine della seta, materiale sfruttato nelle suture e nell’ingegneria dei tessuti, risultato piccoli, robusti e dalle prestazioni elevate. I dispositivi sono inoltre in grado di sciogliersi gradualmente in acqua o nei liquidi del corpo: o device sono transitoroi, “sono l’esatto opposto dell’elettronica convenzionale i cui circuiti integrati sono progettati per una stabilità fisica ed elettronica a lungo termine” spiega Omenetto che insegna ingegneria biomedica presso la Tufts University.

L’elettronica transitoria dimostra performance paragonabili ai robusti dispositivi attuali, ma “può essere completamente riassorbita dall’ambiente in un tempo prestabilito che va da minuti ad anni, a seconda dell’applicazione“, conclude l’esperto.“Immaginate i vantaggi ambientali – osserva Omenetto – se i telefoni cellulari, per esempio, potessero semplicemente sciogliersi, invece di languire in discariche per anni“. Il problema dell’e-waste, la spazzatura hi-tech, è uno dei peggiori assilli mondiali. L’elettronica biodegradabile ha un futuro nei prodotti di largo consumo o sotto-componenti destinati per esempio ai telefoni cellulari o ad altri dispositivi portatili. Una recente ricerca di Samsung dimostra che gli italiani hanno una spiccata sensibilità per il Green IT: un’elettronica biodegradabile è dunque auspicabile da tutti. Proprio Samsung, all’MWC 2009 di Barcellona, presentò Samsung Blue Earth, realizzato con plastica riciclata (PCM), estratta dalle bottiglie dell’acqua, e alimentato ad energia solare.

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Un giorno l’elettronica sarà biodegradabile
Autore: ITespresso
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