Ground Control 2

Management

Siamo nell’anno 2741.E l’umanità non è cambiata…

Ground Control 2, come già il suo predecessore, reinterpreta il genere degli “strategici in tempo reale” secondo una chiave prettamente tattica, che non lascia spazio né alla fase di costruzione degli edifici né, tanto meno, ad alcun elemento di gestione delle risorse. Le 24 missioni di Ground Control 2 (due campagne, una per ciascuna delle razze in lotta) si giocano tutte sul campo di battaglia tridimensionale, spostando le unità alla conquista dei settori indicati, utilizzando a proprio vantaggio le caratteristiche del terreno e sfruttando le vulnerabilità dell’avversario. Nuove truppe ed armamenti sono ottenibili solo spendendo i “punti vittoria” guadagnati sul campo: ogni unità nemica eliminata e ogni obiettivo conquistato frutta infatti un “bonus”, che può essere poi speso per richiedere nuove unità. I rinforzi vengono trasportati presso particolari “punti di sbarco” tramite una navicella da carico che deve essere sempre strenuamente difesa, dal momento che la sua distruzione si tradurrebbe nell’impossibilità di convogliare nuove truppe sul fronte di battaglia. Le unità militari rappresentano dunque una “risorsa veramente scarsa”, da gestire in maniera oculata, soprattutto ove si consideri che ogni mezzo e ogni uomo può acquisire esperienza, combattimento dopo combattimento, migliorando le proprie capacità di attacco, difesa e movimento. Gli scontri sono comunque impegnativi, non tanto a causa dell’intelligenza artificiale nemica (che anzi è piuttosto deficitaria), quanto per il fatto che gli avversari attaccano sempre su più fronti, rendendo la battaglia frenetica e caotica. Proprio l’estrema frenesia insieme alla necessità di modificare continuamente l’inquadratura della “telecamera 3D”, impedisce di godersi gli aspetti più riusciti del gioco, quali il sontuoso aspetto grafico e l’indubbio spessore tattico che si cela dietro a ogni scenario. Tutti i combattimenti si sviluppano intorno al concetto della cosiddetta “linea di fuoco”: le unità, in altre parole, possono attaccare soltanto gli avversari che riescono a vedere. Questo fa sì che le posizioni sopraelevate conferiscano un netto vantaggio tattico e che le truppe appostate nei boschi possano godere di una sorta di invisibilità al riparo della quale sferrare micidiali agguati. Se a ciò si aggiunge che le truppe possono fortificarsi in qualunque edificio e che il gioco simula persino una blindatura differenziata per ciascun veicolo (massima nella parte frontale, media sui fianchi, minima sul retro), appare subito chiaro quali e quante variabili si possano sfruttare per ideare elaborate tattiche militari. Purtroppo, l’incalzare dell’azione impedisce spesso di architettare “azioni” degne di questo nome, anche perché gran parte del tempo di gioco deve essere speso ad “accudire” le proprie truppe, prive di qualsivoglia intelligenza: non reagiscono alle minacce, non difendono gli alleati, sono incapaci di seguire efficacemente i percorsi assegnati e il loro controllo è penalizzato anche da pessime scelte di interfaccia. Nel complesso, Ground Control 2 “vince, ma non convince”: molto spessore, una bellezza straordinaria, ma anche troppe sbavature in fase di realizzazione. Per il suo taglio puramente tattico, il gioco potrebbe inoltre non piacere agli amanti del genere strategico nella sua interpretazione più classica.

Autore: ITespresso
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