growITup, le startup devono crescere in fretta: nasce il progetto Microsoft

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Microsoft e Fondazione Cariplo alzano il sipario sul progetto growITup il cui focus è mettere in contatto le grandi imprese del Made in Italy con startup per sostenere la crescita e accelerare la trasformazione digitale delle grandi aziende italiane

Microsoft e Fondazione Cariplo alzano il sipario sul progetto growITup. Focus è promuovere l’Innovazione mettendo in contatto le grandi imprese espressione del Made in Italy con startup, con l’obiettivo di sostenere da un lato la crescita delle giovani realtà innovative del nostro Paese, e dall’altro di accelerare la trasformazione digitale delle grandi aziende italiane.
Il progetto ricalca quello che il ceo di Microsoft, Satya Nadella, disse durante la sua visita in Italia lo scorso novembre, ma porta avanti un punto fermo che Microsoft Italia e Fondazione Cariplo hanno intrapreso da anni: aiutare il mondo delle startup contribuento a fornire cultura e soldi alle iniziative che partono nel nostro paese.

Carlo Purassanta
Carlo Purassanta

Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia, ha le idee chiare su ciò che vuole rappresentare growITup e, dopo aver mostrato una scheda dalla quale emerge che, anche negli investimenti di venture capital, l’Italia non brilla affatto, rispetto all’Europa occidentale e agli Stati Uniti, spiega che: “Partecipando a growITup, Microsoft contribuisce a creare un ambiente fertile sia per le giovani startup, che possano attingere a finanziamenti più significativi per la loro crescita internazionale, sia per le grandi aziende del nostro Paese, affinchè possano beneficiare della creatività delle migliori imprese innovative, capaci di reinterpretare modelli di business e segmenti di mercato. GrowITup – continua  – mette in moto un meccanismo di partnership che possa fare da catalizzatore per la digitalizzazione del Paese: la costruzione di questo programma porterà a un investimento di 10 milioni di euro in tre anni in Italia e grazie a questo meccanismo ci siamo dati l’obiettivo ambizioso di catalizzare investimenti italiani ed esteri verso le startup del nostro Paese pari ad un miliardo di euro entro il 2020. In quest’ottica di ampliamento del mercato del venture capital in Italia, la collaborazione di growITup con Quadrivio e il supporto di Invitalia Ventures sono un primo passo estremamente significativo”.

Ed ecco che, presso lo spazio Base di via Bergognone a Milano, dove decenni fa fiorivano le industrie, Microsoft, Fondazione Cariplo, in partnership con Alpitour, Barilla, Enel, Generali, l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, New Holland Agriculture, Technogym con i partner tecnologici Accenture, Avanade e Hewlett Packard Enterprise, con la società di gestione del risparmio Quadrivio, con Invitalia Ventures, con Assolombarda e con le Business Schools del Politecnico di Milano e dell’Università LUISS – Guido Carli, hanno presentato growITupCmRh_EIXYAEkiJ2.jpg-large

Sono stati scelti sette settori che meglio rappresentano l’eccellenza italiana e che offrono spunti: Food, Fashion & Design, Manufacturing, Energia, Servizi finanziari, Turismo & Entertainment, Health & Well being. Le startup che prenderanno parte al programma saranno il risultato di una selezione operata proprio sulla base della corrispondenza del loro focus di business con la trasformazione digitale che avverrà in questi sette settori.

Si diceva che l’Italia è un po’ fanalino di coda rispetto agli investimenti di venture capital. Una risposta e uno spunto di riflessione li possiamo cogliere da una serie di considerazioni esposte da Stefano Venturi, amministratore delegato di HPE in Italia. “In Italia deve partire il circolo virtuoso: serve contaminazione tra università e il mondo delle imprese per alimentare le startup. Oggi questi due mondi si sono molto avvicinati, ma ancora non basta”, spiega.

Venturi è responsabile in Assolombarda (di cui è membro del Consiglio di Presidenza) del progetto Startup Town, uno dei 50 progetti strategici dell’associazione. Il progetto è stato lanciato nell’aprile 2014 e mira a creare una connessione diretta tra gli innovatori e il tessuto imprenditoriale locale. Le Pmi possono accedere all’innovazione grazie alle startup, e queste d’altro lato possono interloquire con il più ampio bacino di aziende disponibile in Italia. Allo stato attuale sono circa 210 le startup iscritte al progetto, la permanenza al suo interno è a titolo gratuito fino a 4 anni dalla costituzione o fino al raggiungimento dei 500mila euro di fatturato. Tra i concreti vantaggi: accesso a consulenze di business, finanziarie, legali e tecnologiche (600 consulenze fornite quest’anno tramite Start-Up Desk) e possibilità di essere supportati nello sviluppo di un business plan per presentare la propria iniziativa a banche e Venture Capital.venture capital, start up@shutterstock

“Dobbiamo pensare di far partire un sistema per fare impresa, non solo startup, e assicurarci che si investa in capitale di rischio. Purtroppo in Italia non è ancora così. Si investono cifre anche basse per permettere alle startup di galleggiare senza mai esplodere e diventare vere e proprie imprese, mentre sarebbe auspicabile che si compissero grandi investimenti di capitali di rischio in progetti, attentamente analizzati, che faranno parlare di loro”.

Venturi esalta l’Italia del manifatturiero, con la meccanica, la meccatronica e auspica che si possa parlare sempre di più di nuove iniziative imprenditoriali in questo senso. Inoltre, Venturi spiega che i capitali di rischio vanno nelle startup con personale esperto e giovani.

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