La guerra dell’FBI contro la cifratura di Apple iOS e Android

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L'FBI critica Apple e Google per l'eccesso di crittografia sui dispositivi
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La risposta a NSA da parte di Google si chiama Android L, mentre Apple gioca la carta di iOS 8. Ma secondo l’FBI, le Big IT hanno esagerato

Se prima erano troppo aperti, come ha dimostrato il caso NSA, ora i sistemi operativi Apple iOS e Google Android sarebbero perfino troppo blindati, tanto da attirare le vivaci proteste dell’FBI. Tutto nasce dal fatto che, dopo il polverone sollevato dal “caso NSA”, uno dei più gravi casi di violazione della privacy di massa, rivelato da Edward Snowden, le Big IT erano finite nel mirino dei cyber attivisti, a causa del coinvolgimento in Prism. L’unica risposta contro le polemiche consiste nell’implementare più crittografia: così, Apple e Google sono scese in campo con due iniziative distinte, ma entrambe basate sulla crittografia, per proteggere gli utenti dai lunghi tentacoli di NSA. La risposta a NSA da parte di Google si chiama Android L, mentre Apple gioca la carta di iOS 8. Ma secondo l’FBI, hanno esagerato.

L'FBI critica Apple e Google per l'eccesso di crittografia sui dispositivi
L’FBI critica Apple e Google per l’eccesso di crittografia sui dispositivi

Android L è un nuova versione della piattaforma in cui la crittografia dei dati viene abilitata di default (finora invece andava abilitata manualmente nella sezione Sicurezza del menu Impostazioni), per mantenere più privacy. Servirà l’autorizzazione da parte del proprietario per aprire e visionare i file salvati, anche in caso di indagine. Ovviamente i dati protetti saranno quelli salvati in locale e non riguarderà le piattaforme cloud.

Anche il lancio di iOs 8 ha portato una maggiore privacy: Apple non potrà più “forzare” i sistemi di sicurezza inseriti dall’utente, neanche in presenza di un mandato del giudice, ma la polizia dovrà sperare nell’uso di iCloud. Tm Cook ha spiegato che il tempo dei favori a NSA, sono finiti: “Al contrario dei nostri concorrenti, Apple non potrà bypassare le vostre password e quindi non potrà accedere ai vostri dati”. Apple ha infine adottato l’autenticazione in due fasi. I consumatori devono attivare la verifica in due passaggi, per proteggere iCloud dagli hacker.

Tuttavia James Comey, il direttoredell’FBI, esprime preoccupazione. All’FBI interessa poter mettere mano nei dispositivi degli utenti, soprattutto quando essi sono sospettati di attività criminali e magari oggetto di indagini federali.

 

Autore: ITespresso
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