Hacker scatenati pro WikiLeaks

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Il gruppo Hacker degli Anonimi condanna la scelta di Amazon, PayPal e di EveryDns di abbandonare la Neutralità per adottare una “posizione politica” filo governativa

Stanno cadendo uno ad uno in una sorte di info-guerra o di crociata virtuale contro i nemici di WikiLeaks. Prima sono caduti PayPal e le Poste svizzere, poi Mastercard è stata resa inaccessibile per ore (PayPal, le Poste svizzere, Visa e Mastercard hanno interrotto il flusso delle donazioni al sito delle fughe di notizie). Gli attacchi Ddos che hanno ammutolito all’inizio Wikileaks.org, ora emigrata in una settantina di domini online, si stanno ritorcendo contro a chi si oppone a WikiLeaks, a partire dall’Interpol.

Il gruppo hacker degli “Anonymous”, già autore di attacchi etici (da Youtube alle elezioni iraniane), sta firmando le azioni di “Avange Assange” (una sorta di vendetta pro WikiLeaks). Nel mirino degli hacker etici è finita anche la procura svedese che ha chiesto il mandato di arresto di Assange (l’accusa di stupro non si regge in piedi).

La scelta di Amazon, PayPal e di EveryDns di abbandonare la Neutralità per adottare una “posizione politica” filo governativa, violando i termini di contratto senza mandati giudiziari, sta facendo gridare allo scandalo i cyber-hacktivist di tutto il mondo. Nelle ultime ore sono finiti sotto tiro anche il sito di Sarah Palin (che ha definito Assange “un talebano“) e della Visa.

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