Hard disk ibridi e altre flash

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Si sono registrate spinte significative per portare l’industria a usare la
tecnologia flash per migliorare gli attuali hard disk

NEGLI ULTIMI sei mesi ci sono state spinte significative per portare l’industria a usare la tecnologia flash per migliorare gli attuali hard disk. Gli hard disk hanno già qualche bit di DRAM per incrementarne le prestazioni, così perché non aggiungere anche un po’ di flash per migliorare l’efficienza, lo startup, il tempo di accesso e la capacità di sopravvivenza dei dati in caso di perdita di corrente? È un idea che tutti hanno in mente e cercano di realizzare in modo diversi. Microsoft ha inserito nel suo Vista la tecnologia ReadyBoost che permette all’hard disk di usare una memoria flash per accelerare l’accesso ai programmi. Anche il sistema “Turbo Memory” di Intel è basato sull’aggiunta di memoria NAND da qualche parte nella scheda madre, vicino al bus PCI Express, per rendere più efficiente il passaggio dei dati nelle zone più critiche. Entrambe le tecnologie hanno alti costi, immersi nel prezzo di una licenza di Vista nel primo caso e di un sistema Penryn nel secondo. Gli hard disk ibridi saranno invece indipendenti dall’hardware e dal software e non più difficili da installare di una Turbo Memory. Per contro la quantità di memoria flash all’interno dell’hard disk non potrà cambiare. Il problema sarà coordinare queste tre tecnologie, visto che le cache che mettono a disposizione avranno dimensioni simili e potrebbero non trarre vantaggio l’una dall’altra ma semplicemente sovrapporsi in modo ridondante. Fortunatamente sono sicuro che Microsoft, Intel e i diversi produttori di hard disk ibridi stanno lavorando insieme in armonia per assicurare la massima efficienza a queste nuove soluzioni. Non siete convinti anche voi?

Autore: ITespresso
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