Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

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Expecto Patronum! E via tutti i dissennatori.

Puntualissimo, ecco arrivare insieme al terzo film dedicato alle avventure del maghetto Harry Potter, anche il relativo videogioco. Questa volta la modalità scelta è quella dell’avventura dinamica in terza persona. Si usano i tasti-cursore per spostarsi avanti, indietro o lateralmente, mentre il mouse permette di girare su se stessi e orientare il punto di vista. Il tasto destro serve per saltare, mentre quello sinistro permette di attivare la bacchetta magica, facendo apparire un “mirino” di fuoco di fronte al personaggio. Gli incantesimi della bacchetta sono l’unico modo a disposizione per interagire con il mondo: puntandola su un oggetto vi apparirà subito il simbolo dell’incantesimo che potete utilizzare. Il gioco comincia con l’arrivo di Harry, Ron ed Hermione alla scuola di magia di Hogwarts minacciata dalla presenza di Sirius Black che, evaso dal carcere di Azkaban, pare voler minacciare la vita di Harry. A difesa della scuola sono schierati i lugubri Dissennatori, che sembrano però ancora più minacciosi di Sirius. I tre maghetti hanno molte cose da fare: ciascuno di loro deve superare una serie di prove per arrivare alla fine dell’anno scolastico. Devono poi completare la raccolta delle figurine dei maghi (si trovano un po’ ovunque, e possono anche essere acquistate usando le gelatine Tuttigusti +1 e altri dolciumi, che nel gioco prendono il posto del denaro). Infine, possono trovarsi ad affrontare sfide impreviste legate alla vicenda di Sirius Black, o ai dispetti del fantasma Pix. Il pregio maggiore del gioco è la sua aderenza all’universo creato dall’autrice della saga, J. K. Rowlings. Il castello di Hogwarts è ricreato in modo suggestivo, e anche i più piccoli dettagli (per esempio, gli ottanta maghi e mostri rappresentati nelle figurine) rispettano alla perfezione il contenuto dei romanzi. Il gioco è però destinato soprattutto a un pubblico di bambini e di Potter maniaci. I combattimenti sono la cosa più deludente: non richiedono praticamente alcuna abilità strategica, ed è sufficiente essere rapidi con il mouse per sbaragliare gli avversari più temibili. Anche gli enigmi richiedono in genere soltanto un po’ di attenzione per trovare i punti giusti in cui lanciare l’incantesimo, dopodiché si risolvono da soli. Solo un ristretto numero di essi richiede una dose supplementare di intelligenza e di destrezza. I momenti di gioco più impegnativi sono quelli in cui dovete far volare l’ippogrifo o il drago: pur senza essere insormontabili, richiederanno certamente alcuni tentativi prima di arrivare in fondo. Il problema maggiore del gioco è la mancanza di collegamenti tra i vari obiettivi da raggiungere: i risultati conseguiti in una sfida non determinano alcuna variazione nella difficoltà delle altre. Anche la trama vera e propria (estremamente semplificata rispetto a quella del libro e del film) si snoda indipendentemente dal resto. Il risultato è che probabilmente vi ritroverete a esaurire le sfide più interessanti nella prima parte del gioco e per poterlo terminare dovrete svolgere alla fine i compiti più noiosi, come la ricerca delle ultime figurine. Nel complesso, è un titolo apprezzabile per spettacolarità e fedeltà al romanzo, ma per il basso livello di sfida è rivolto ai giocatori meno esperti.

Autore: ITespresso
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