Harry Potter vittima della disinformazione?

Marketing

Una bufala nell’era di Internet si trasforma in una gigante operazione ai
danni dei media: nessun hacker ha mai rubato il finale di Harry Potter, ma tutta
la stampa e le Tv generaliste sono cascate nel fake

Una bufala o un fake ha colpito il maghetto più famoso del mondo: c’è chi ipotizza che la falsa notizia sull’hacking ai danni di Harry Potter e le Reliquie della Morte, sia addirittura una forma di marketing virale. Comunque sia, l’hacking ai danni del maghetto (che avrebbe crackato i server dell’editore per svelare il finale in anticipo sulla vendita del libro, per compiacere addirittura Papa Ratzinger) è una bufala. Il fake, come si dice in gergo, ha tratto in inganno la Tv e tutta la stampa generalista.Vnunet e pochi altri quotidiani online di settore non ci sono cascati. Il furto online del manoscritto dai server di Bloomsbury sapeva, fin dall’inizio, di una notizia falsa. Anche Daniel Radcliffe ha smentito così alcune notizie dei giorni scorsi, relative ad un riuscito tentativo d’intrusione da parte di un hacker, in uno dei computer della Bloomsbury. Esperti di sicurezza su Bugtraq avrebbero parlato di una prova della “vulnerabilità della società dell’informazione di oggi”. Ai tempi dell’Internazionale Situazionista o dei più recenti di Luther Blissett avremmo detto che è stato un detournament: un classico circolo vizioso del circuito mediatico, dove le notizie non cercano la fonte, ma vanno solo a ripetere quello che ha scritto o detto un altro organo di stampa, senza verificarne la veridicità. Ma solo per cassa di risonanza: insomma, disinformazione. Certo è che il fake, seppur in un inglese poco convincente e credibile, ha portato tanta pubblicità al prossimo e ultimo liubro della saga di Harry Potter.

Autore: ITespresso
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