Hillary Clinton elogia la libertà digitale, mentre Obama incontrerà Zuckerberg e Jobs

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Il Segretario di Stato Usa afferma che Twitter e Facebook aiutano la diplomazia: dagli Usa 30 milioni di dollari per la democrazia 2.0. Intanto il Presidente Barack Obama va a cena con i protagonisti hi-tech

L’hi-tech è il fil rouge dell’amministrazione Obama. L’altro ieri il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton tesseva le lodi dei cyber-rights (i diritti digitali) e le opportunità offerte alla diplomazia da parte dei difensori delle libertà digitali; e oggi sappiamo che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama incontrerà Mark Zuckerberg (Ceo di Facebook) e perfino Steve Jobs (Ceo di Apple e attualmente in congedo, sostituito da Tim Cook anche se Apple sta valutando candidati per la successione in Apple).

Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha detto che, dopo aver valutato il ruolo dei social media (Twitter, Facebook, blogosfera, coadiuvati dalle tecnologie di anonimizzazione forte per proteggere la privacy e l’incolumità dei mediattivisti), la cyber-repressione è nemica della libertà. “La nuova frontiera delle libertà è su Internet e l’America è determinata a difenderla ed espanderla sfidando i dittatori, per farne una piazza digitale dove valgano gli stessi diritti universali di Times Square o Piazza Tahrir” ha detto Clinton.

Un anno dopo il discorso a tutela di Google, vittima di un sofisticato cyber-attacco da parte della Cina, Hillary Clinton torna a parlare di diritti digitali. Ma a differenza di un anno fa, ha visto che in Tunisia e in Egitto l’attivismo digitale ha portato frutti insperati. E che, a domino, la protesta online e nelle piazze si sta spostando in tutto il Medio Oriente, compreso l’Iran, dove la “Twitter revolution” degli anni scorsi venne repressa in maniera cruenta e tragica. Il ruolo dell’esperto di marketing di Google in Egitto è tuttora esaltato come influente, tanto da riportare alla ribalta la “dottrina Google“. Laddove il Web è libero, dove si combatte contro cyber-repressione e a favore della libertà d’espressione, la protesta pacifica prende largo mettendo in scacco decennali dittature.

Clinton ha annunciato l’investimento di altri 25 milioni di dollari per aiutare i cyber dissidentie gli attivisti in lotta contro la repressione. Circa 30 milioni di dollari per aiutare la cyber-dissidenza in Cina, Siria, Cuba, Vietnam e Myanmar  (ex Birmania). Sono infatti più di un a dozzina i paesi che censurano l’online. Ma l’Egitto è arrivata a “staccare la spina a Internet”, anche se il tentativo egiziano di soffocare la protesta che correva online non e’ riuscito. Clinton ha affermato :”La migliore risposta a parole offensive sono ancora piu’ parole. La gente  puo’ e deve alzare la voce contro l’intolleranza e l’odio“. Il Dipartimento di Stato aprira’ account su Twitter in lingua cinese, russa e hindi, oltre a quelli gia’ attivi in francese, spagnolo, arabo e farsi. Clinton invece definisce WikiLeaks un nemico, che ha commesso un grave reato contro lo Stato mettendo “a rischio la vita di numerosi attivisti dei diritti umani svelandone gli incontri con i nostri diplomatici“.

Infine questa sera il presidente americano Obama cenerà con il CEO di Apple, Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook, Eric Schmidt di Google ed altri importanti personaggi del mondo tecnologico. E pensare che Bill Clinton spedì solo due e-mail nel corso della sua presidenza.

Mark Zuckerberg a Web 2.0 Summit
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