Honor 8 Pro sfida i top di gamma più blasonati. E non delude

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IN PROVA – Honor 8 Pro si presenta con tante caratteristiche da phablet top di gamma e non delude le aspettative. Sensore di impronte digitali, dual sim, USB Type-C, un display davvero eccellente e potenza quanta ne serve sono gli assi della proposta

Il brand di Huawei, Honor, inizialmente pensato per veicolare smartphone di buona qualità, economici, in modo da strappare market share ai concorrenti, è cresciuto talmente bene e così tanto da arrivare a proporre un vero e proprio gioiellino come il neonato Honor 8 Pro disponibile già a 549 euro, una cifra di gran lunga inferiore al prezzo dei top di gamma più blasonati.
Per questo è importante valutare se la proposta offra una reale alternativa ai top di gamma con i brand più conosciuti. Poi non resterà che attendere il responso del mercato e vedere come finirà anche la competizione tutta interna tra Honor 8 Pro e Huawei P10 Plus (che costa circa 300 euro in più). E allora entriamo nei dettagli della prova per comprendere appieno le potenzialità del top di gamma marchiato Honor. 

Honor 8 Pro, la descrizione

Honor 8 Pro può essere già considerato un “piccolo phablet” (le categorizzazioni portano in alcuni casi a spaccare il capello in quattro). Si tratta infatti di uno smartphone Android, con display da 5,7 pollici (risoluzione 2560×1140, 515 ppi, vetro Corning Gorilla 3, appena arrotondato sui bordi, tecnologia IPS LCD), con ingombri complessivi di 15,7x7x7x0,6cm e 184 grammi di peso. Si fa notare subito per la scocca, unibody, completamente in metallo satinato, disponibile in diverse colorazioni (Navy Blue che proviamo, Midnight Black e Platinum Gold), e con un profilo davvero sottilissimo. Una nota non secondaria quest’ultima e spieghiamo perché.

Honor 8 Pro
Honor 8 Pro, scocca in metallo, form factor Unibody

A volte la presa sembra addirittura a sfuggire, ma soprattutto ci ha impressionato la scorrevolezza del display, davvero è un attimo appoggiare lo smartphone con il display verso il basso su una superficie liscia e vederlo scivolare. Non ci era mai capitato. La nota del tutto a favore riguarda il trattamento in superficie: davvero questo sì è un display che così come è non trattiene le impronte. Segno che la cura per i dettagli è davvero elevata. 

Vi sono appena due eleganti inserti in policarbonato sul dorso (per facilitare il lavoro delle antenne WiFi), il sensore di impronte digitali per il login e la sicurezza, la doppia fotocamera posteriore con flash a led, senza rilievi rispetto alla scocca. Sul profilo sinistro, in alto, il cassettino che contiene la doppia nano SIM, o la nano SIM con un’espansione di memoria, è ben mimetizzato, invece il profilo destro evidenzia il tasto di accensione e il controllo del volume. Sì, il top di gamma Honor offre anche l’opzione Dual Sim. Anche se sarà una sola delle vostre Sim a poter essere utilizzata per il traffico dati.

Sul profilo inferiore si apprezza l’interfaccia di ricarica USB Type C (che bello poco alla volta vedere andare in pensione la servizievole ma oramai superata micro USB) e l’altoparlante (unico, sul lato destro, e quindi addio effetto stereo in riproduzione dal vivo). Sopravvive anche in questo spessore minimo la possibilità di collegare le cuffie con il mini jack (invece che il secondo altoparlante come è stato fatto su iPhone 7).

 Honor 8 Pro, le specifiche

La cura nei dettagli, per quanto riguarda lo chassis, si ritrova anche nella configurazione hardware proposta. Honor 8 Pro è disponibile con Android 7.0 (Nougat) – e interfaccia Emui 5.1 (Huawei) – è mosso dal processore HiSilicon Kirin 960. Si tratta di un octacore su architettura ARM, con 4 cpu Cortex-A53 e 4 Cpu Cortex-A73 (e corrispettive Gpu Mali).

Questo modello sfrutta poi 6 Gbyte di Ram e dispone di memoria per 64 Gbyte espandibili tramite schedina microSD se si rinuncia alla funzionalità dual sim. Sono presenti tutti i sensori attesi sui modelli di fascia alta: oltre a quello delle impronte digitali, l’infrarosso, quello di prossimità e luminosità, la bussola digitale, accelerometro e giroscopio, ricevitore A-GPS Glonass. Sulla parte frontale un led minuscolo notifica lo stato dello smartphone.

Honor 8 Pro, con la sua doppia fotocamera posteriore. In basso il sensore di impronte digitali
Honor 8 Pro, con la sua doppia fotocamera posteriore. In basso il sensore di impronte digitali

Anche il comparto della connettività non delude affatto. Il chipset LTE è Cat. 12 con il supporto anche in banda 20. Bluetooth è supportato nella versione 4.2, non manca WiFi anche ac Dual-Band. NFC e ricevitore IRDA. Arriviamo al comparto fotografico, le fotocamere posteriori lavorano ognuna con un sensore da 12 MP e f/2.2, il flash Led è del tipo Dual Tone; è possibile riprendere video 4.

Honor 8 Pro dispone di stabilizzatore digitale dell’immagine, ma non dello stabilizzatore ottico. La fotocamera anteriore sfrutta un sensore da 8 MP. Infine le note sulla batteria. La capacità è di 4000 mAh, più che sufficienti per portare a termine la giornata e anche iniziare con ottimismo la successiva. Il caricatore permette una ricarica rapida, è ovviamente marchiato Huawei, sfrutta la tecnologia Quick Charge con output 9V (2A).

  Honor 8 Pro, l’esperienza d’uso e il giudizio

Le prime impressioni nell’utilizzo di questo smartphone sono decisamente positive. Subito ci ha stupito favorevolmente il display, molto luminoso e decisamente ancora più fluido rispetto all’esperienza Honor 8, con la risoluzione massima si può utilizzare lo smartphone anche impostando i caratteri più piccoli, e avvantaggiarsi di un numero maggiore di informazioni in meno spazio. Tutto lo smartphone si mostra reattivo, anche se 6 Gbyte di Ram per giungere allo scopo qualcosa indicano. Gli Antutu Benchmark 3D nel test Marooned hanno messo in luce fluidità complessiva buona, salvo qualche raro scatto. 

Abbiamo notato che con le applicazioni intensive il dorso dello smartphone si scalda in modo sensibile, e non accade con la stessa intensità durante la ricarica della batteria. Le prestazioni dell’octacore Kirin in dotazione non sono comparabili direttamente con la proposta Qualcomm di pari livello, tuttavia è indubbio che siamo di fronte a un’ottima proposta che non lesina potenza anche per i giochi impegnativi. 

L’esperienza poi richiede necessariamente una valutazione di Emui 5.1. Continuiamo a preferire l’assoluta semplicità e pulizia della proposta Google (Nexus e Pixel), ma bisogna riconoscere che il livello di personalizzazione e di controllo offerto da Emui 5.1 è davvero notevole. Per esempio Tasto Menu veloce, Mirror Share, la registrazione schermo a portata di tocco, ma anche la possibilità di utilizzare App Gemelle per avere una replica account di WhatsApp sono soluzioni ben implementate, e indicano una giusta direzione su cui lavorare.

Honor 8 Pro sfrutta una batteria integrat da 4000 mAh, si conclude agevolmente la giornata
Honor 8 Pro sfrutta una batteria integrat da 4000 mAh, si conclude agevolmente la giornata

E’ questa l’occasione in cui abbiamo iniziato ad amare SwiftKey e le personalizzazioni di ogni tipo per esempio anche solo la modalità Drawer di gestione delle app non proposta di Default ma sempre comoda, anche se avremmo qualche appunto su come è stata implementata (per esempio fa scomparire le app fissate dall’utente nel menu in basso).

Non siamo rimasti invece del tutto convinti del lavoro fatto sul software della fotocamera. Per esempio la funzionalità Creazione 3D è davvero stucchevole, e nemmeno ci ha convinto il bilanciamento colore automatico proposto, relativamente innaturale anche nella comparazione con le impostazioni standard, per dire, di un più antico Huawei P8. Invece molto precisi si sono rivelati il sistema di messa a fuoco e l’opzione macro. Per quanto riguarda i video, sì… E’ offerta la risoluzione 4K ma la stabilizzazione ottica servirebbe eccome.

Il comparto audio è risultato abbastanza penalizzato dal vivo per l’unico altoparlante. Ottimo invece con le cuffie. Bene la ricettività anche se con la nostra nanoSIM Tim, adibita al traffico 4G e quindi considerata la Sim principale abbiamo notato un’indicazione di ricezione molto spesso sottodimensionata (nell’indicatore sul display), sia rispetto all’effettiva ricezione, sia rispetto all’esperienza con altri smartphone. 

Nel complesso l’esperienza con questo smartphone ci ha soddisfatto ampiamente. Per le caratteristiche con cui si presenta, in questa fascia di prezzo merita assolutamente un’attenta valutazione: display, interfaccia USB-C, funzionalità dual-sim e dotazione hardware complessiva sono i tratti più convincenti della proposta.

La confezione dello smartphone si trasforma in un visore 3D di cartone (nella scatola si trovano le lenti da montare). Ecco appunto. Lo smartphone è pronto ed adatto per fare girare contenuti VR e l’app Jaunt VR offre una serie di clip per fruirne, sta al lettore valutare il proprio interesse per questa caratteristica che risponde all’appello, ma che a nostro avviso non è essenziale citare per lasciarsi convincere. Promosso.

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