HP fotografa l’Italia dello storage

DataStorage

Questa settimana Vnunet ha chiesto ad Hp di fornire una breve panoramica
sulle nuove tecnologie storage in generale e sulla situazione italiana nel
settore in particolare

Vnunet ha incontrato Paolo Votta, Product Marketing Manager StorageWorks Division HP Italia, al quale ha chiesto di illustrare la situazione tecnologica del settore storage e il livello di conoscenza dello stesso da parte delle aziende italiane. Normalmente le aziende italiane presentano un ritardo di circa uno o due anni rispetto alle novità che nascono e si affermano in paesi tecnologicamente all’avanguardia come sono ad esempio gli Stati Uniti. Spesso inoltre le stesse aziende italiane tendono a farsi trovare impreparate dal punto di vista della formazione delle figure tecniche destinate a settori comunque cruciali. Vediamo comunque in questo breve viaggio quale impressione ha maturato Hp in veste di osservatore privilegiato del settore.

Vnunet: Quali sono le infrastrutture storage maggiormente utilizzate dalle aziende italiane (SAN/NAS/DAS). La tendenza italiana risulta in linea con quella europea e globale oppure si possono rilevare delle discrepanze (eventualmente come possono essere giustificate)?

HP:La tipologia delle aziende italiane è caratterizzata da molte realtà medio-piccole: in questi ambiti è ancora privilegiata la scelta dello storage a bordo dei server, in quanto viene percepito come risparmio immediato, perdendo di vista i vantaggi che le soluzioni in rete portano. Pur essendo ormai disponibili soluzioni economiche anche per queste aziende: pensiamo all’ HP All-in-One: una soluzione storage scalabile che raggruppa SAN (iSCSI), NAS e data protection in un dispositivo facilmente gestibile e con una configurabilità guidata che consente anche ai meno esperti di attivare una soluzione di alto livello. Salendo nella tipologia delle aziende, o nella loro attenzione all’informatica come strumento di miglioramento del business, le soluzioni NAS e SAN attirano maggior interesse. Sono soprattutto le SAN, principalmente Fibre Channel, anche se iSCSI comincia in alcuni casi ad essere un’alternativa da considerare, ad essere richieste. Per le aziende più grandi è invece ormai prassi comune lo storage SAN e NAS. Partendo da questa visione del mercato italiano, ed aggiungendo una certa riluttanza ad investire abbandonando le soluzioni abituali, si spiegano la differenze rispetto agli altri paesi europei, dove le soluzioni di storage centralizzato hanno quote superiori. Questa scelta tecnologica consente di liberare risorse, sia umane che economiche, che si possono tradurre in un vantaggio competitivo.

Vnunet: Quali sono le tecnologie e le infrastrutture storage che sembrano avere le maggiori possibilità di uscire dalla fase di studio/sperimentale per potersi proporre come nuovi standard nel prossimo futuro?

HP:Lo storage in rete ha dimostrato ampiamente i benefici che porta all’informatica aziendale, aprendo la porta a soluzioni sempre più sofisticate per garantire la miglior gestione ed il miglior uso delle informazioni. La SAN, che è la soluzione per le applicazioni con accesso a blocco (quali database, mail etc.), si sta sempre più affermando come nucleo centrale per i dati, mettendo a disposizione le sue caratterisctiche di flessibilità, scalabilità e ridondanza, alle altre modalità d’uso dello storage quali i NAS (servizi di file server) e le Librerie Virtuali (backup verso disco). Questo è possibile grazie all’uso di dispositivi specializzati (gateway) che usano lo storage sulla SAN per fornire, col miglior livello raggiungibile oggi, il servizio richiesto. La SAN oggi usa FC, ma la riduzione dei costi portà avvenire, per le realtà medio piccole, anche dall’uso di iSCSI, che abbatte i costi legati all’infrastruttura, anche se ad oggi non si possono mette allo stesso livello di qualità.

Vnunet: Le aziende italiane sembrano aver compreso il valore strategico di un’efficiente gestione delle informazioni e dei documenti. Quale sembra essere l’approccio più seguito?

HP:Ancora un pò attendista, anche se ben percepito. In parte questa ?attesa? è giustificabile da una normativa ancora incompleta e poco chiara. Alcune aziende hanno già percepito il valore delle informazioni: poterle reperire facilmente e sempre, ma soprattutto in tempi rapidi, costituisce un elemento vincente.

Vnunet: Disaster recovery e sicurezza dei dati. Quale è attualmente la situazione che siete riusciti a percepire a livello italiano? Quali le politiche più adottate?

HP:Il desiderio di avere la miglior ridondanza dei data center è presente in tutte le aziende ed enti pubblici, ma sino a poco tempo fa poco realizzabile con le soluzioni on-line: i costi degli apparati di replica e della rete di interconnesione erano troppo elevati per certe realtà. Oggi questi costi si sono ridotti notevolmente, grazie alla presenza nei listini HP di soluzioni adeguate alle necessità di protezione on-line di questa fascia d’utenza ed ai dispositivi di ottimizzazione della trasmissione. Per tutte le realtà più importanti, questa necessità è già indirizzata da tempo.

Vnunet: In base alla vostra esperienza potete indicare alcune best practice che potrebbero consentire a un’azienza di iniziare a implementare una corretta politica di backup e disaster recovery?

HP:Individuare le applicazioni critiche e i dati più ?freschi? e acceduti. Implementare politiche di ILM ed archiviazione: oltre a ridurre i costi storage, potendo usare tecnologie di dischi low-cost, mantiene ?snelli? i file system ed i database. Questo ha ripercussioni positive sul quotidiano: grazie al minor quantitativo di dati presenti nello storage ?pregiato? (gli altri dati sembrano ancora lì, ma risiedono altrove, e sono rintacciati dalle applicazioni ILM) si ottengono maggiori prestazioni di accesso, finestre di backup ridotte, si eliminano duplicati dei dati già salvati e si migliora il disaster recovery.

Vnunet: Quale vi sembra essere il livello/formazione/competenza tecnica del personale che normalmente le aziende assegnano alla gestione delle problematiche storage? Secondo la vostra esperienza le aziende italiane stanno trascurando la formazione del personale tecnico dedicato alle problematiche storage?

HP:Abbiamo riscontrato spesso un’ottima preparazione. Ritengo però che molti si focalizzino più sugli aspetti puramente tecnici e hardware e trascurino quelli funzionali, legati all’abbattimento dei costi di gestione e al miglioramento del funzionamento di tutto l’ecosistema dell’informazione. Aumentare l’efficacia dei data center (di qualsiasi azienda) consente di liberare risorse ?pregiate? per altre attività.

Autore: ITespresso
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