Hp, strategia di Risc replacement

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Arriva Montecito, aggiornata la fascia bassa dei server Integrity

Dopo le promesse, i fatti: una lunga preparazione a livello di architettura di sistema e di software ha permesso ad Hp di rinnovare la linea di server Integrity non appena reso disponibile da Intel il processore Montecito, alias Itanium 2 serie 9000.

Insomma il dual core è la seconda chance per Itanium di mantenere anche le promesse di Microsoft che, come spiegano in Hp, è impegnata con Integrity, giudicandolo un componente chiave nella sua strategia di sostituzione della piattaforma Risc-Unix con la piattaforma Windows. Microsoft sta infatti già pensando a Windows Server ?Longhorn?.

Inutile dire che nelle ricerche di mercato sui server in architettura x86 gli Integrity di Hp hanno la posizione di numero uno sia per fatturato che per untà (fonte Idc) con una quota del 80 % e quote marginali per Unisys. Quello che è più interessante è la crescita del 58% nel fatturato da un anno all’altro alla fine del primo semestre di quest’anno. I responsabili italiani della linea dei sistemi Business Critical non hanno nascosto la loro soddisfazione nel aver raggiunto con i nuovi Integrity di cui diremo un più coerente assetto nella proposta di sistemi e software operativo, finalmente usciti dal lungo periodo di integrazione tra le varie linee di prodotto successive all’ingresso in Hp di Dec e poi di Compaq.

I server Integrity raggiungono prestazioni doppie rispetto alla generazione precedente. In grado di far girare i sistemi operativi Hp-Ux 11i, Windows , Linux e Open Vms (nuova versione 8.3) i nuovi rx6600( 4 socket) e rx3600 ( 2 socket) sono dei veri e propri mini mainframe quanto ad affidabilità Ras, ma su hardware standard. L’utilizzo di un nuovo chipset di Hp (sigla rx2) consente di raggiungere alti livelli prestazionali senza pagare lo scotto in termini di consumo energetico e di dissipazione del calore.

La parte di virtualizzazione delle nuove macchine è affidata al Virtual Server Environment, rinnovato la scorsa estate e parte fondamentale dell’architettura di Adaptive Infrastructure che punta a fornire ai clienti di Hp una ambiente di elaborazione lights out gestibile completamente in remoto. La gestione è affidata a Insight Manager. Entro la fine di quest’anno Hp ha pianificato di aggiungere anche il supporto di Windows alle virtual machine di Integrity e di permettere a istanze di più sistemi operativi di condividere un unico processore. Fonti Hp citano oltre 9 mila applicativi esistenti per la piattaforma Integrity, di cui 600 per lo storico Open Vms.

Autore: ITespresso
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