Huawei, con Mise e Miur, apre le frontiere per i giovani tra l’Italia e la Cina

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Huawei, Expo, Giannini, Bracco
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Stefania Giannini, Ministro dell’istruzione dell’Università e della Ricerca, annuncia l’accordo tra il ministero da lei diretto, il ministero dello sviluppo economico e Huawei per un tirocinio presso il quartier generale di Huawei in Cina riservato a 15 fra i migliori laureandi italiani con un percorso di studio focalizzato sulla tecnologia e sull’innovazione

“Due grandi paesi manifatturieri, due paesi che investono in capitale umano, due paesi che ritengono che la digitalizzazione debba essere applicata nel settore industriale e per questo il nostro paese può avviare un sistema industriale della conoscenza”. Così ha sottolineato Stefania Giannini, Ministro dell’istruzione dell’Università e della Ricerca, intervenuta a Milano per annunciare l’accordo tra il ministero da lei diretto, il ministero dello sviluppo economico e Huawei in occasione del China Day celebrato all’Expo di Milano.

Di fatto si tratta di un Memorandum of Understanding (MoU) che dà il via a un programma annuale di tirocinio presso il quartier generale di Huawei in Cina, finanziato dall’azienda, e riservato a 15 fra i migliori laureandi italiani con un percorso di studio focalizzato sulla tecnologia e sull’innovazione. Questo accordo è, per Giannini, un passo che va sia verso la valorizzazione dei talenti, sia verso una cooperazione sempre più accesa tra Italia e Cina. “Il senso di questo progetto – continua Giannini – è dare una visione diversa del tema della fuga dei cervelli, ma mobilità di talenti, intelligenze che si scambiano informazioni e studio delle intelligenze di un altro paese e di un’altra cultura aziendale ed è questo il senso del progetto che sposa università, ministeri e aziende”.

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Un momento della presentazione dell’accordo. Al centro Stefania Giannini e a destra Diana Bracco

E proprio Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano, ha sottolineato la necessità di frenare la fuga di cervelli ma ha auspicato lo scambio di informazioni ai fini di arricchire la conoscenza dei nostri ‘cervelli’ per il nostro paese. “Con la Cina vogliamo avere un rapporto strategico, attraverso l’università, grazie ad accordi”.

Alla conferenza di presentazione del progetto era presente anche Edward Chan, ceo di Huawei Italia che dice: “L’accordo conferma la centralità dell’Italia e delle sue risorse umane nel piano di investimenti e sviluppo di Huawei”, ha detto. “ Abbiamo puntato su talenti e sulle competenze locali, con l’obiettivo di contribuire alla crescita economica del paese. Nelle università italiane abbiamo trovato un importante capitale di idee, ingegno ed energie e siamo fermamente convinti che sia necessario ampliare il ventaglio delle opportunità di tirocinio nel campo delle più avanzate innovazioni tecnologiche, come nel caso dell’Industria 4.0”.

Il programma, infatti, ha l’obiettivo di trasformare gli studenti in specialisti nel settore del passaggio verso l’Industria 4.0, focalizzandosi non solo sugli aspetti formativi ma anche sull’applicazione concreta nel mondo industriale, grazie al coinvolgimento di un cluster di 15 aziende che saranno contemporaneamente selezionate. A chiusura del programma ogni laureando parteciperà a un seminario di aggiornamento organizzato dal Mise sulle politiche e gli strumenti 4.0; svolgerà un periodo di stage all’interno delle aziende selezionate, durante il quale identificherà i fabbisogni di innovazione 4.0 delle aziende stesse, per contribuire all’elaborazione di un percorso di cambiamento che dovrà costituire oggetto di discussione in sede universitaria.

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