Huawei P20 Pro, l’esperienza fotografica al centro

MobilitySmartphone

Arrivano sul mercato il nuovo top di gamma Huawei P20 Pro e Huawei P20. Con il modello P20 Lite già disponibile, il vendor cinese propone un tris di smartphone per ogni portafoglio. Nel modello P20 Pro brilla il comparto fotografico con tripla fotocamera posteriore

A Parigi, oggi Huawei ha presentato finalmente al mercato i nuovi smartphone Huawei P20, Huawei P20 Pro, mentre il loro fratellino – minore – Huawei P20 Lite ha debuttato già da una decina di giorni. Si tratta di tre smartphone che da soli rappresentano, e non male, i segmenti di smartphone che effettivamente fanno il mercato occidentale. Infatti si va in pratica da poco più di 350 euro fino a quasi 900 euro, con Huawei P20 che dovrebbe costare ben 679 euro.

Huawei P20 e P20 Pro nella confezione offriranno anche la custodia e saranno disponibili il primo nelle colorazioni Black, Midnight Blue e Pink Gold e il secondo nelle medesime a parte Pink Gold sostituito dalla variante Twilight.

Huawei, che arriva sul mercato pochi giorni dopo Samsung Galaxy S9, e qualche mese dopo iPhone X, sembra aver assimilato la lezione di entrambi i vendor, ma proponendosi sempre di più come brand di riferimento con una sua strategia, in dipendenza dai competitor sostasnzialmente ancora solo per il design. Entriamo allora nei dettagli della nuova proposta e partiamo dal modello top.

Huawei P20 Pro

Huawei P20 Pro certificato IP67, per resistere anche alle immersioni in acqua fino a un metro per circa 30 minuti, pesa circa 180 grammi e arriva con display in rapporto 19:9, da 6,1 pollici, Amoled, con risoluzione 2240×1080 protetto da vetro Corning Gorilla  di quinta generazione. La cpu Kirin 970 di casa Huawei sfrutta 6 Gbyte di Ram, mentre si hanno a disposizione 128 Gbyte di storage, ma assolutamente NON espandibili.

Huawei P20 Pro

Si tratta di uno smartphone dual sim LTE Cat. 18 con il supporto per Bluetooth 4.2, WiFi ac e NFC. Dotato di tutti i sensori oramai conosciuti sugli smartphone, compreso ovviamente quello per il segnale Gps, Huawei P20 Pro arriva sul mercato con l’ultima versione Android 8.1 oreo, e una batteria con la capacità di 4000 mAh, ricaricabile sfruttando la tecnologia SuperCharge.

A prima vista lo smartphone si presenta con un design molto vicino a quello dei competitor top di gamma e quindi con i profili del display ridotti al minimo, e la classica rientranza superiore (il notch che però si può nascondere sfruttando un’opzione ad hoc) . Lo smartphone permette l’autenticazione con la scansione del volto 3D, ma è anche dotato del lettore di impronte digitali spostato sulla parte frontale. 

Huawei P20 Pro

E’ il comparto fotografico ovviamente a fare la differenza. La fotocamera posteriore è una e trina. Una perché tutte concorrono al risultato finale che si promette eccellente, trina perché i risultati fotografici dipendono dalla principale che sfrutta un sensore da 40 MP Light Fusion per la lettura RGB con apertura f1.8, coadiuvata da quella con sensore da 20 MP monocromatico con apertura f1.6 e una terza con sensore da 8 MP cosiddetta “telephoto” con apertura focale f2.4 (e 5x Hybrid Zoom). Unica invece la fotocamera frontale con sensore da 24 MP e apertura f2.0.

Per esaltare la qualità di queste fotocamere Huawei si è di nuovo affidata al partner Leica, e ha messo a frutto le potenzialità di Neural Processing Unit, mentre i DxOMark sembrano confermare le potenzialità del comparto effettivamente con risultati molto buoni e superiori a quelli dei competitor. 
Non siamo effettivamente di fronte a rivoluzioni invece per quello che concerne la dotazione hardware tout court (il processore ha già esordito anche su Mate 10 Pro).

Huawei P20 Pro – Le tre fotocamere

 

Huawei P20

Le differenze con la proposta Huawei P20 ci sono. I display sono diversi, con il P20 semplicemente più piccolo (5,8 pollici) e soprattutto LCD e non Amoled. Il fratellino intermedio arriva poi con appena 4 Gbyte di Ram anche se lo storage è lo stesso, così come la Cpu.

Inevitabile quindi con queste caratteristiche attendersi prestazioni inferiori, che non saranno del tutto comparabili se si pensa al comparto fotografico. A Huawei P20 infatti manca la terza fotocamera, proprio quella in grado di esaltare la fotografia da lontano. Anche Huawei P20 è uno smartphone dual sim, proposto ovviamente con la stessa versione di Android (8.1). E’ più piccolo e più leggero, e in questo caso la batteria ha la capacità di 3400 mAh. 

Huawei P20 Lite infine arriva con il display da 5,84 pollici, display Full HD, ma cambia invece la dotazione di calcolo con Kirin 659, 4 Gbyte di Ram e 64 Gbyte di storage. Resta la proposta della doppia fotocamera ma con sensore da 16 e 2 MP (posteriore) e 16 MP anteriore.

Questo modello mantiene il lettore di impronte digitali posteriore e la possibilità di sblocco con il riconoscimento del volto, non male la doppia opzione in questa fascia di prezzo, soprattutto anche questo modello è Dual-Sim ed è dotato della porta USB Type C, mentre precaricato si troverà Android 8.0 Oreo. Huawei ha formulato bene il “trittico”, proprio perché a reso disponibili anche sul modello di fascia media tante caratteristiche importanti per il pubblico. 

Huawei con i nuovi annunci punta a erodere ulteriormente le quote di mercato di Samsung ed Apple. Nel primo caso lo fa con una proposta top di gamma che resta meno costosa rispetto ai top di gamma di Samsung; più difficile sarà la competizione con il sistema operativo Apple, considerata la tipologia di pubblico. Huawei in questi anni ha imparato tanto.

Il design degli ultimi modelli e le caratteristiche complessive lo confermano, anche se siamo rimasti stupiti nel ritrovare il sensore per le impronte così simile a quello abbandonato da Samsung sui Galaxy, anche per la posizione. A questa proposizione forse però manca quello scatto in avanti lato software e servizi.

Si conferma quindi l’interfaccia  Emui 8.1 a volte tuttavia lontana dal nostro gusto nella proposta iconica, e tuttavia senza avere per esempio soluzioni software top per i pagamenti, come hanno i suoi diretti competitor. Huawei si è giocata gli assi molto bene nel comparto fotografico, nutrito con l’AI di Neural Processing Unit, e nel refresh tecnologico della dotazione di serie, dove riesce a stupirci favorevolmente. Potrebbe non bastare per attaccare ulteriormente gli avversari.       

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore