Pro e contro di Privacy Shield, il nuovo accordo fra Usa e UE dopo la fine di Safe Harbour

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L'Italia approva il Privacy Shield
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Il nuovo accordo fra Stati Uniti e Unione europea, dopo il tramonto del Safe Harbour, travolto dal caso di sorveglianza di massa NSA. Il Privacy Shield in tre punti

Privacy Shield UE-USA è il nuovo accordo fra Stati Uniti e Unione europea, dopo il tramonto del Safe Harbour, travolto dal caso di sorveglianza di massa NSA e, dopo 15 anni, bocciato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Pro e contro di Privacy Shield, il nuovo accordo fra Usa e UE dopo la fine di Safe Harbour
Pro e contro di Privacy Shield, il nuovo accordo fra Usa e UE dopo la fine di Safe Harbour

Il nuovo accordo fra Bruxelles e Washington sul trasferimento dati, sostituisce il precedente patto, ormai defunto, dopo la bocciatura europea. Privacy Shield nasce con l’intento di proteggere meglio il data transfers attraverso l’Atlantico e la protezione dei dati.

In primo luogo, le aziende USA devono aderire a nuove regolamentazioni, condizioni stringenti, su come sono raccolti, archiviati e usati i dati sui cittadini europei; il tutto sotto la supervisione del  Dipartimento del Commercio USA. Esso sarà soggetto ad enforcement da parte della Federal Trade Commission (FTC). Ma – e qui nasce un primo punto critico – le specifiche di questi requisiti non sono state finalizzate.

In secondo luogo, le aziende USA che vogliono importare dati personali dall’Europa devono accettare limitazioni su come questi dati possono essere elaborati assicurando i diritti dei cittadini.

In terzo luogo, gli Stati Uniti forniranno garanzie scritte per le tutele, direttamente dai responsabili della National Intelligence USA: “Per la prima volta in assoluto gli Stati Uniti hanno dato all’Unione Europea garanzie vincolanti che l’accesso [ai dati] da parte delle autorità giudiziarie e per la sicurezza nazionale sarà soggetto a limitazioni, tutele e meccanismi di controllo chiari”, ha precisato il commissario europeo Vera Jourova.

Quali sono i punti critici dell’accordo? I garanti europei lamentano la mancanza di un testo: in assenza di documenti, il parere slitta, pur “accogliendo con favore la conclusione delle negoziazioni”.

I garanti spiegano che le regole dovranno ispirarsi al principio di proporzionalità. Ma le rassicurazioni, allo stato attuale, sono solo promesse di rassicurazioni.

I Garanti privacy chiedevano da tempo un quadro legislativo internazionale per tutelare i dati dei cittadini europei. Adesso chiedono che alle parole, seguano i fatti.

Autore: ITespresso
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