I 50 anni della Legge di Moore

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La Legge di Moore compie 50 anni
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Oggi l’iPhone 6 nel taschino di milioni di utenti è più potente dei computer che usavamo dieci anni fa: è uno degli esempi più strabilianti della Legge di Moore. Formulata nel ’65 e poi corretta nel ’75, la Moore’s Law, descritta da Gordon Moore, co-fondatore di Intel, compie 50 anni

La Legge di Moore spegne 50 candeline e, sebbene la validità della legge sia prossima al tramonto, la Moore’s Law ha visto la sua piena attuazione in questi ultimi, quando accendiamo l’ultimo modello di iPhone o l’ultra economico Chromebook. La geniale intuizione del co-fondatore di Intel, Gordon Moore, pubblicata nel ’65 sulla rivista d’oltreoceano Electronics Magazine, compie 50 anni, e oggi pone le basi per innovazioni tecnologiche di stretta attualità come le self-driving cars (le auto che si guidano da sé, o driverless cars, che rivoluzioneranno dal 2020 l’Automotive) e il mondo Mobile: se oggi l’iPhone o il Galaxy S6 o l’ultimo smartphone Huawei P8 sono così sottili, è perché la Legge di Moore ha permesso di miniaturizzare i computer, rendendoli davvero tascabili.

Nel 1965 Moore coniò la famosa osservazione, detta Moore’s Law, secondo la quale il numero dei transistor su un circuito integrato sarebbe raddoppiato ogni anno (nel 1975, venne elaborata la versione corretta, definitiva: “ogni due anni“). In parole povere, la capacità computazionale dei computer sarebbe  aumentato in maniera esponenziale.

La Legge di Moore compie 50 anni
La Legge di Moore compie 50 anni

Probabilmente, oggi la Legge di Moore ha bisogno di una riformulazione, tuttavia, sebbene non sia come una delle Leggi di Newton, la pubblicazione dell’articolo di Gordon Moore, intitolato “Cramming More Components onto Integrated Circuits“, in cinquant’anni è stata rivoluzonaria per i vendor di semiconduttori: sulla Legge di Moore si fondano il processo di crescente miniaturizzazione dei dispositivi, l’incremento del loro processing power, l’aumento della loro efficienza.

Oggi i chip contengono transistor che sono più piccoli di un virus, in una scala un tempo inimmaginabile. Ma la dimensione non conta: ciò che davvero importa è che l’IT migliora e diventa sempre più smart col tempo. Il drammatico aumento di performance in uno spazio sempre più piccolo, è uno dei risultati più strabilianti.

Il processore di Texas Instruments che equipaggia il sistema di navigazione in un moderno veicolo targato Ford è circa 1.8 milioni di volte più potente del Launch Vehicle Digital Computer che aiutò gli astronauti nell’allunaggio, lo sbarco sulla Luna, del 1969.

Oggi l’iPhone 6 nel taschino di milioni di utenti è più potente dei computer che usavamo dieci anni fa. Acquistabile a circa 650 dollari, costa anche meno di uno di quegli stessi desktop, che era in commercio a un prezzo fra mille e 4 mila dollari. Ed è un milione di volte più potente del computer Ibm del 1975, che occupava un’intera stanza.

Gordon Moore lasciò il Cda di Intel nel 2001. La sua Legge è stata un “metronomo” del progresso tecnologico, come ha dichiarato Genevieve Bell, antropologa culturale presso Intel, a Cnet.

La prossima frontiera di Intel è rappresentata da Curie, svelato per la Wearable Tech all’ultima edizione del Consumer Electronics Show (Ces 2015) a Las Vegas.

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Autore: ITespresso
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