I black-out di Amazon e Playstation Network

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Da cinque giorni i 70 milioni di acount del Playstation Network sono fuori uso. Nel lungo week-end pasquale anche il cloud di Amazon è andato in tilt

Sony ha ammesso che il Playstation Network che è fuori uso da ben 5 giorni, è stato causato da un attacco hacker: in un primo tempo era stato puntato il dito contro Anonymous, dopo il “caso Geo-Hot” (da settimane risolto con la pace fra l’hacker del jailbreak e Sony), ma ora sembra scartata questa ipotesi, anche se è confermata l’intrusione nel sistyema. In tilt sono finiti il Playstation network (Psn) e il sito di Qriocity. Solo Psn ha 70 milioni di account. Sony sta lavorando per ripristinare le connessioni quanto prima. Per Sony, però, si tratta ancora una volta di una “caduta di immagine” a causa della scarsa trasparenza con cui è stato trattato il caso. Anni fa Sony inciampò nel caso dei “Cd al rootkit” in cui venne coinvolta l’allora Sony Bmg; e proprio un anno fa il caso di un bug alla Ps3.

Ma nel lungo week-end pasquale a essere colpita da blackout è stato anche il cloud di Amazon. Il 21 aprile l’erogatore di servizi ha avuto il più lungo outage della sua storia, tanto che per oltre 10 ore EC2 e l’Elastic Block Storage sono risultati irragiungibili. Quora, Foursquare, Reddit e HootSuite hanno registrato un crollo della fruizione dei servizi, ma molte Pmi hanno denunciato l’assenza di un piano di business continuity, mentre falliva il disaster recovery da parte di Amazon. ZdNet ha stilato sette lezioni da trarre per le aziende dopo questo grave black-out. La società di analisi Enderle suggerisce un sistema di back-up per i retailer e per le Pmi che si affidano al cloud; alle aziende non conviene temere molteplici server virtualizzati su un’unica piattaforma hardware di cloud computing. Clabby Analytics suggerisce di separare spalmando i “resource pool” su più hardware, anche se con la virtualizzazione si tende a non decentralizzare. Gartner coglie infine l’ironia della sorte del cloud: “Con il cloud si tende a delegare senza doversi preoccupare delle implementazioni tecnologiche in dettaglio; ma chi acquista “qualcosa come servizio”, gli acquirenti del cloud computing, oggi devono sapere ancora più che ai tempi managed hosting customers“. Spiega Lydia Leong sul blog di Gartner: “I compratori del cloud non hanno abbastanza fiducia nel fatto che i fornitori offriranno la disponibilità, performance e sicurezza di cui hanno bisogno“.

Black-out per Psn di Sony e per Amazon
Black-out per Psn di Sony e per Amazon
Autore: ITespresso
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