I blog dalla Birmania contro la censura e gli spari

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Solo la blogosfera finora è riuscita a illuminare la protesta dei monaci per
le strade di Rangoon contro il regime militare di Myanmar. Ma le autorità
sparano sulla folla e cercano di arrestare gli attivisti, chiudere i blog,
bloccare Internet e le connessioni ad alta velocità

La marcia dei centomila, forse anche trecentomila, tra cittadini birmani e monaci Buddhisti contro il regime militare di Myanmar, sta arrivando su tutti i media mondiali grazie a coraggiosi blogger, che sfidano la censura di una giunta che da oltre 40 anni soffoca la Birmania (oggi Myanmar). Blog, video e email stanno mostrando al mondo la feroce repressione di una dittatura contro la pacifica protesta dei monaci per le strade di Rangoon. La blogosfera (qui il link al Blog della Bbc ) dei giovani studenti birmani è l’unico vero canale di testimonianze di una repressione, vissuta in tempo reale su Internet. Solo la blogosfera è riuscita a squarciare la cortina di silenzio in cui è piombata la Birmania. I video di YouTube , girati con smartphone e piccole videocamere portatili, hanno mostrato al mondo cosa accade nel paese del premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi, stretto tra una censura pervasiva e una sanguinaria repressione. Ma l e autorità stanno perquisendo e arrestando centinaia di attivisti e stanno cercando di chiudere i blog, bloccare internet e le connessioni ad alta velocità. Solo l’“intelligenza connettiva” dei blogger e il giornalismo dal basso di coraggiosi internauti può spezzare l’assordante silenzio di censura online e repressione reale nell’ex Birmania.

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