I brand sul Web

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Al seminario Upa di Milano è stata presentata una ricerca Pleon sulla
notorietà dei brand nel mondo dei blog e delle comunità virtuali

Pleon ha presentato ieri i risultati di una r icerca sull’impatto e la notorietà dei principali brand nel mondo Web, in occasione del seminario ?Metacomunicazione, Marketing non tradizionale, Brand reputation? organizzato dall’UPA. I ricercatori Pleon hanno avuto come obiettivo l’individuazione delle marche di cui i consumatori parlano più volentieri nel vastissimo mondo dei Consumer Generated Media, cioè la possibilità di esprimere pareri su Internet attraverso blog, comunità, newsgroups e così via. L’analisi, effettuata su cinque anni di conversazioni su Internet, si ispira alla ricerca che, da anni, Interbrand, agenzia di comunicazione appartenente come Pleon al gruppo Omnicom, svolge interrogando i consumatori sui ?Marchi che hanno avuto il maggiore impatto ? [l’ultima edizione della ricerca Interbrand è consultabile a questo indirizzo ]. Il gruppo più numeroso è costituito dai cosiddetti Ascensori, ovvero marchi per i quali la popolarità nel mondo dei Consumer Generated Media resta costante nel tempo, mentre la popolarità ?tradizionale? è in significativo aumento o diminuzione (ad esempio Ikea, adidas, Yahoo!, Honda Nike, BMW, Mercedes); abbiamo poi individuato le Boe, marchi assai stabili nel tempo, come Google ,Apple, o Pepsi. Vi sono poi i marchi Tradizionali la cui popolarità, appunto, ?tradizionale? è stabile, ma che stanno invece perdendo il favore del pubblico nei Consumer Generated Media (Nokia, Amazon.com, Virgin). Gli ultimi due gruppi sono costituiti dai marchi che abbiamo chiamato Coerenti, perché aumentano o diminuiscono in egual misura la popolarità lungo i due assi (eBay, Sony) e da quelli che abbiamo chiamato Scambisti, perché ad una diminuzione della loro popolarità offline corrisponde un aumento di quella online, come BBC o Coca-Cola. Solo pochissime aziende hanno cominciato a rapportarsi a questo mondo in modo organico ed organizzato. ?Paradossalmente la cosa più importante da fare, per le aziende che vogliono partire col piede giusto, è anche la più semplice: ascoltare. E non dovrebbe essere poi una cosa difficile, dato che si tratta dei propri clienti?, commenta Gianni Catalfamo, CEO di Pleon Italia e responsabile della ricerca.

Autore: ITespresso
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