I brand telecom cinesi sono ancora i più forti. Ipotesi su quelli italiani

Mobility
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Secondo l’analisi Brand Finance, quest’anno il brand telecom più forte del mondo è China Mobile. Ipotesi di valutazioni su brand italiani e su scenari di accorpamento (Wind 3)

In ambito telecomunicazioni, i brand cinesi fanno incetta in termini di score e rating. A dirlo è la società di consulenza di consulenza attiva nella valutazione dei marchi, Brand Finance, che analizza il fatturato che migliaia di brand portano alle principali aziende del mondo utilizzando lo standard ISO 10668. Il processo di valutazione prevede l’analisi sintetica della forza dei marchi mettendo a confronto gli attori del settore e i principali fattori che indicano quanto il marchio sia influente: più il marchio è forte, maggiore è la quota di fatturato riconducibile al brand.

Anche quest’anno il brand telecom più forte del mondo è China Mobile. Lo score 88, semplificato con un Brand Rating AAA, conferma che i marchi cinesi sono forti con rating AAA come Tencent, China Southern, ICBC, Bank of China, WeChat, Huawei. Con uno score 85,6 (AAA-), in seconda posizione troviamo Swisscom, il brand della società che controlla Fastweb. Il marchio Swisscom nell’arco di un anno è riuscito a incrementare di 6 punti la propria forza, consentendo a questo marchio di entrare nella top 10 scalando ben 10 posizioni.Brand Finance Telecoms 500 2017

Risulta evidente che per un brand già forte si tratta di una performance particolarmente brillante.  Con risultati di questo livello, il management Fastweb potrebbe chiedersi cosa accadrebbe se al posto del marchio Fastweb ci fosse Swisscom. E’ presto detto, la società avrebbe in Italia un asset che varrebbe il 10% in più degli 803 milioni di dollari attuali raggiungendo quindi gli 880 milioni di dollari. Il valore del marchio calcolato in maniera sintetica da Brand Finance è il valore dell’asset legalmente trasferibile fissato all’1 gennaio 2017.

Si tratta di un valore utilizzabile soprattutto in ambito legale e fiscale, mentre dal punto di vista commerciale, è utile soprattutto come indicatore e ulteriori approfondimenti sono necessari. Orange pur avendo sempre un brand estremamente forte (AAA-), ha uno score 83,5. Invece, Tim, che secondo alcuni analisti sarebbe nel mirino di Orange, ha uno score 79 (AA+) e un valore pari a 6.492 milioni di dollari. In questo caso, teoricamente, se al posto del marchio Tim ci fosse quello Orange,  l’asset varrebbe 370 milioni di dollari in più del valore attuale. Da notare che il brand Tim nell’ultimo anno si è rafforzato di 4 punti, forse anche grazie al rebranding.  Vodafone nell’ultimo anno, a livello globale, ha perso un paio di punti scendendo a un BSI score pari a 75. Quindi al di sotto di tutti gli operatori attivi in Italia. Infatti il “vecchio” marchio Wind ha ben 82 punti che conferiscono una AAA- di estremamente forte. Mentre 3, a livello globale, ha un BSI score 79, pari a quello Tim.  A breve saranno rese pubbliche le scelte sul brand che rappresenterà Wind 3. Alle condizioni attuali, nel caso in cui dovesse prevalere il brand 3, la quota di asset relativo al brand Wind, sulla carta si ridurrebbe del 3.7% passando dagli attuali 2.371 a 2.236 milioni di dollari.

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