I casi Wikipedia e Samsung scuotono la filosofia del Web 2.0

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Wikipedia blocca gli account mercenari
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Wikimedia blocca gli account dei PR. Samsung è sanzionata per i commenti prezzolati sui blog. Se il Web 2.0, viene snaturato da pratiche commerciali sleali, trema. E rischia pericolosi deragliamenti

Wikimedia è stata costretta a chiudere 250 account in odore di scarsa trasparenza: accusati di violare le linee guida dell’enciclopedia, gli utenti nel mirino sarebbero stati in realtà PR mascherate e avrebbero sfruttato Wikipedia a fini commerciali. Sempre nelle stesse ore, Samsung è stata messa alle corde dall’Antitrust taiwanese ed obbligata a pagare una multa salata di 250 mila dollari perché avrebbe assoldato commentatori prezzolati per denigrare i prodotti della concorrenza (a danno della taiwanese Htc, nel caso specifico, anch’essa vendor Android e Windows Phone).

Il Web 2.0, diffusosi in questi anni come oasi libertaria – fuori dal perimetro dello sfruttamento commerciale -, sta deragliando? L’interrogativo non va ignorato, in un mercato sempre più agguerrito, dove nessuno risparmia colpi bassi, pur di guadagnare market share.

Un marketing virale sempre più aggressivo, che cerca di spingere l’acceleratore sul Buzz e sul “passaparola in Rete“, non si ferma di fronte a nulla? Speriamo di no, anche perché il Web 2.0 deve il suo successo proprio alla trasparenza e all’onestà intellettuale delle iniziative. Se gli utenti dimostrano di riporre sempre più fiducia nel Web 2.0 e nella blogosfera libera, devono essere rispettati. Il commerciale non deve entrare a gamba tesa nel mondo non profit. Le aziende devono cercare di portare il loro punto di vista negli spazi virtuali di confronto, ma con trasparenza e lealtà. Non devono farlo in maniera subdola, a costo di snaturare l’orizzontalità dei Social media e la trasparenza dei progetti Open source e non profit.

Cercare di orientare i commenti sulla blogosfera con pratiche “mercenarie” ed opache, può anzi diventare un boomerang che si ritorce contro chi sfrutta la concorrenza sleale.

I punti di forza di Wikipedia sono, da sempre: l’accuratezza delle fonti (in linea con quella della prestigiosa “Encyclopaedia Britannica“ – fonte Nature); la filosofia Open source di certo Web 2.0; la geografia dei link reali e virtuali.

Infatti Wikimedia è potuta crescere in questi anni, proprio grazie alla cultura libertaria che si respira in Silicon Valley: “Qui nel cuore di San Francisco siamo circondati da quella cultura alternativa che ha costruito una versione libertaria, non mercantile, di Internet. A pochi passi da qui c´è Creative Commons, l´artefice di licenze aperte, contenuti liberi, soluzioni che consentono di sfuggire alla coercizione del copyright privato. A fianco abbiamo la Electronic Frontier Foundation che combatte per la libertà d´accesso a Internet. C´è la Mozilla Foundation e altri pionieri del software aperto. A venti minuti di metropolitana c´è l´università di Berkeley: ci alimentiamo respirando valori di libertà e cooperazione”. Wikipedia insomma trae la linfa vitale sia dalla geografia dei link (la cultura cooperativa della Rete), che dalla geografia reale della Silicon Valley (culla del software libero).

Ora Wikimedia fa pulizia, bloccando i mercenari che avrebbero potuto distorcere la trasparenza del progetto, inserendo pratiche commerciali laddove invece si parla di saperi liberi e di gestione libera, orizzontale e soprattutto neutrale. L’introduzione occulta di PR , se non fosse stata stoppata, avrebbe messo a repentaglio la filosofia di Wikipedia, rendendo l’enciclopedia faziosa e devastandone i princìpi per motivi commerciali.

Wikimedia blocca gli account, anche per evitare il rischio di fuga degli utenti onesti, che hanno invece rappresentato la vera forza del Web 2.0. In questi anni, invece, gli editor di Wikipedia con 5 voci aggiornate o inserite sono passati al mese da 50 mila del 2007 ai 30 mila del 2012.

Se il Web 2.0 viene snaturato da pratiche commerciali sleali, a tremare sono le sue fondamenta. Sanzionare chi cerca di cambiare la filosofia libertaria del Web 2.0, è essenziale per impedire deragliamenti pericolosi.

In Cina sappiamo che esiste la cyber censura di Stato: sono due milioni gli impiegati cinesi che monitorano i microblog e lo stato dei media in Cina. In Europa il caso PrismNSA ha messo sotto scacco lo spionaggio statunitense, svolto anche a danno degli alleati. Sarebbero 35 i leader mondiali spiati da NSA. Sapere che anche gli spazi online di libertà vengono messi a rischio da cattive pratiche commerciali, non fa bene alla Rete.

Conoscete il fenomeno della censura in Rete? Misuratevi con il nostro quiz

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