I Cd musicali hanno cinque anni di vita

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Il download musicale sta uccidendo il Cd come supporto preferito per l’ascolto della musica, ma l’agonia sarà lenta. Parola della società Jupiter Research

La musica sta cambiando. E con essa i formati e i supporti: lo afferma Jupiter Research in uno studio sui formati più popolari per la musica. Anni fa il vinile è stato soppiantato dai Cd (anche se c’è un fiorente mercato di nicchia che predilige il vinyl vintage), sarà in futuro il download a dare il colpo di grazia ai Cd. Ma si tratta di una morte lenta. Secondo lo studio, il sorpasso sui compact disc non è affatto dietro l’angolo, ma impiegherà almeno cinque lunghi anni di rincorsa da parte del download. Secondo Jupiter Research il giro di affari della musica digitale online (che però non calcola le suonerie per cellulari) raggiungerà la quota di 836 milioni euro nel 2009, rispetto agli attuali 46,3 milioni di euro. Ma le cifre attuali dei download di file o delle sottoscrizioni a servizi di streaming rappresentano ancora troppo poco rispetto al giro d’affari complessivo della musica, stimato in 10,2 miliardi di euro. Il compact disc ha ancora tutto il tempo di dire la sua, almeno altri cinque anni di dominio. Di diverso avviso è invece un anologo studio di Forrester Research che stima le vendite di musica digitale toccare la ragguardevole quota di 3,53 miliardi di euro corrispondente al 30% di tutte le vendite europee.

Autore: ITespresso
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