I cinque principi del Cloud Computing secondo Microsoft

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Microsoft è tutta fra le nuvole, ma il desktop non è morto. All’Università di Washington Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, illustra la propria strategia cloud. A partire da Windows Azure container e dalla privacy

Se Google dichiara che entro un triennio il desktop è morto, Microsoft risponde per le rime: all’Università di Washington, Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, ha portato Windows Azure container e llustrato la propria strategia cloud: Microsoft.com/cloud .

Il browser, l’e-mail gratuita e la ricerca online hanno cambiato lo scenario di Internet; adesso l’ultima evoluzione spetta al cloud, alle “nuvole” di dati.

Steve Ballmer ha spiegato i cinque principi del Cloud Computing. Numero uno: il cloud crea opportunità e responsibilità (a partire dall privacy, che ha una declinazione sia etica che tecnica). Oltre all’opportunità di monetizzare (vedi App store o l’advertising di Google AdSense), c’è molto di più: la privacy non è un optional.

Numero due: il cloud aiuta ad imparare e a prendere l’iniziativa. Gli utenti online cercano informazioni online sulla salute, ma oggi si perdono in un mare di link, invece di trovare “10 link blu“. Anche le mappe di Bing Maps non sono solo un’entità astratte, ma una miniera di modi per trattare le informazioni.

Il nuovo sito di Microsoft sul cloud mette l’accento sul fatto che Microsoft è tutta fra le nuvol e: “all in on the cloud“, con tutti i propri prodotti chiave: Windows, SQL, office e Exchange (tutti presto sul cloud).

Principio numero tre: l’interazione personale e professionale. Il cloud è ciò che gli utenti mettono insieme, come e in che modalità (contatti, calendari, nel contesto in cui si opera).

Nell’e-mail mobile, per esempio, emerge l’importanza del contesto: non è solo portare l’e-mail dal desktop al cellulare, ma conta l’integrazione della localizzazione e della presenza nel sistema di comunicazione.

Nel Regno Unito, grazie a un accordo tra Microsoft e Sky, si può guardare la TV insieme agli amici online di Xbox Live. La TV diventa una social experience, anche se si è fisicamente lontani.

Numero quattro: il cloud vuole, e pretende, dispositivi più intelligenti, smartphone e device davvero all’altezza. Non è un fatto solo di browser e standard, ma di dispositivi che fanno la differenza. Ballmer ha spiegato che il desktop non è morto, ma il punto è che qual è il futuro dell’esperienza client.

Le applicazioni per smartphone dimostrano quanto sia ricca la domanda per le local experience. Ballmer dice che è ciò che Microsoft sta cercando di fare con Windows. Compreso Windows Phone 7 .

Infine, il principio numero cinque: la quinta dimensione del cloud risponde alla domanda: quanto il cloud traina l’innovazione server, che a sua volta guida il cloud? Ballmer ha parlato della differenza fra l’architettura server del cloud e il client-server tradizionale; in questo scenario la virtualizzazione è il ponte. Ma ciò di cui c’è realmente necessità, secondo Ballmer, è di un nuovo application design: Windows Azure .

Microsoft sta migrando il grosso del proprio lavoro (circa il 90%) fra le nuvole di dati del cloud. Microsoft è giunta al 70% e raggiungerà il 90% entro l’anno. Le grandi “innovazioni” nel mondo del computing cadono circa ogni dieci anni: e questi sono tempi interssanti da vivere (“Those are interesting times,” ha concluso Ballmer).

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Autore: ITespresso
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