I Cio sono ancora ai margini

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Da una ricerca McAfee emerge che i Cio sono poco influenti nel consiglio aziendale, mentre l’IT viene vista come funzione di business strategica

Uno studio di McAfee rivela che i c hief information officer (CIO) hanno ancora posizioni defilate nel consiglio di amministrazione delle aziende con solo il 47% che porta le problematiche IT all’attenzione delle riunioni direttive. In quasi la metà (45%) delle aziende intervistate è il chief executive officers (CEO) a prendere le decisioni in merito alle questioni relative all’IT mentre un quinto dei chief financial officers (CFO) rappresenta il reparto IT. Questo sottolinea la necessità che chi è a capo dell’IT faccia di più per accrescere le proprie visibilità e influenza e come l’IT sia sempre più considerato centrale per la reputazione e il successo dell’azienda.

McAfee ha commissionato all’Economist Intelligence Unit la realizzazione di una ricerca che esaminasse le variazioni nei rapporti tra il CIO e la direzione aziendale. Fortunatamente, nonostante l’apparente mancanza di potere decisionale all’interno della “sala dei bottoni”, sembra che ci siano stati progressi nella crescita complessiva del profilo del CIO e di come vengono percepite le responsabilità del dipartimento IT.

Superando la tradizionale focalizzazione sull’efficienza economica,il 42% degli intervistati ora considera l’IT principalmente come una funzione di business strategica. Grazie alla crescente attenzione da parte delle aziende per la conformità alle normative, per la buona gestione e il risk management, le organizzazioni IT ora hanno il compito di assegnare e misurare il rischio allo stesso modo del finance.

Non solo quasi un terzo (30%) degli intervistati ritiene che il dipartimento IT sia responsabile in primo luogo di promuovere la sicurezza di rete e di sistema – consolidando la percezione del ruolo del CIO come abilitatore di una buona corporate governance – ma il 31% considera che il ruolo arrivi anche a generare guadagni. In quanto tale, l’83% degli intervistati concorda che questa crescita nelle funzioni abbia aiutato a far sì che il profilo del CIO crescesse al livello dirigenziale e un quarto è convinto che in generale le relazioni all’interno della direzione siano notevolmente migliorate negli ultimi due anni.

Curiosamente, sembra che la più grande sfida per l’importanza del CIO sia posta dai CFO, con la stragrande maggioranza (86%) degli intervistati in questo ruolo, che la considerano semplicemente una funzione di supporto.

Inoltre, nessuno dei CFO intervistati ha collocato il dipartimento IT tra i principali responsabili nella generazione dei profitti, mentre il 71% preferisce identificarlo principalmente come chi si occupa di fornire sicurezza di sistema e di rete. Se consideriamo che secondo i dati del whitepaper circa il 20% dei CFO partecipa alle riunioni di direzione al posto del dipartimento IT, questo stona con l’importanza con cui è considerata l’IT.

Tuttavia, mentre si prevede che il ruolo del CIO continui a crescere in parallelo con le crescenti necessità di una buona gestione aziendale, il duro ambiente aziendale comporta che un timido quarto (23%) di aziende non apporterà modifiche nelle proprie intenzioni di investimenti in risk management nel prossimo anno. Un ulteriore 30% non cambierà l’impegno di spesa in compliance. Questo significa che mentre l’82% prevede che nei prossimi anni aumenteranno le normative, gli investimenti rimarranno invariati e il dipartimento IT sarà costretto a soddisfare una maggiore richiesta con lo stesso numero di risorse.

Ottavio Camponeschi, regional director di McAfee per l’Italia ha dichiarato: “E’ preoccupante che in un momento in cui la governance, il rischio e la conformità sono essenziali per il successo di un’azienda, solo una minoranza di CIO abbia un ruolo attivo all’interno dei board direttivi. I responsabili a capo dell’IT devono capitalizzare rapidamente i progressi fatti negli ultimi anni per essere certi che sia ben compreso da chi ha potere decisionale tutto quello che può dipendere dagli investimenti nell’IT.”

Autore: ITespresso
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