I commercialisti spiegano cosa serve per fare una startup

Autorità e normativeAziendeFormazioneManagementNormativaStart Up
5 49 Non ci sono commenti

L’ordine dei dottori commercialisti di Milano ha organizzato tre incontri. Il primo ha avuto per oggetto “E-Commerce un’opportunità per le startup. Normativa e prassi di riferimento”, il secondo, in programma per il 25 novembre 2015 “Startup innovative e finanza agevolata” e il 17 dicembre “Startup innovative e crowdfunding”

Parlare oggi di startup potrebbe sembrare quasi una moda e, fare startup, potrebbe sembrare un modo quanto mai semplificato per realizzare una vera e propria impresa. E invece no. Servono idee creative ma anche conoscere l’accesso alle diverse forme di finanziamento, avendo anche qualche infarinatura sugli aspetti giuridici, fiscali e societari. startup@shutterstock

Ed è per questo che l’ordine dei dottori commercialisti di Milano ha organizzato tre incontri proprio su tre diversi temi che abbiano come unico denominatore il mondo delle startup. Il primo ha avuto per oggetto “E-Commerce un’opportunità per le startup. Normativa e prassi di riferimento”, mentre il secondo, in programma per il 25 novembre 2015 presso la Sala Convegni Odec in C.so Europa 11 a Milano, sarà dedicato a “Startup innovative e finanza agevolata”. Infine, il 17 dicembre sarà la volta di “Startup innovative e crowdfunding”.

Esponenti delle Istituzioni, di associazioni di categoria, delle imprese, del mondo delle professioni (avvocati, commercialisti) e massimi esperti del settore di Startup innovative, crowdfunding e delle novità nell’ecosistema dell’impresa digitale, si confronteranno sulla normativa vigente, sugli aspetti fiscali e sui fattori strategici e umani che possono portare una startup ad avere successo.

Al 30 settembre 2015, in Italia, sono 4.704 le imprese iscritte alla sezione speciale, in aumento di 456 unità rispetto alla fine di giugno (+11,8%). La Lombardia, con 1.018, pari al 21,6% del totale, è testa di serie. Seguono l’Emilia-Romagna, il Lazio, il Veneto e il Piemonte. Dati positivi recentemente confermati dal Politecnico di Milano che ha calcolato gli investimenti in startup in Italia (pari a 133 milioni di euro, +11% su base annua), in crescita soprattutto grazie all’apporto degli investitori non istituzionali, che con una crescita del 32% compensano il trend decrescente degli istituzionali (-8%).startup2015

“I numeri relativi al mercato delle Start Up in Italia sono senz’altro confortanti – ha spiegato Alessandro Solidoro, Presidente dell’Odcec Milanoma ancora lontani da quelli fatti registrare in altri Paesi, come Germania e Francia, dove gli investimenti interni in incubatori aziendali sono stati circa dieci volte superiori al valore di quelli riservati alle start-up nel nostro Paese. In Italia stiamo cercando di colmare questo gap velocemente, anche a livello locale, attraverso la crescente diffusione di acceleratori di impresa presenti sul nostro territorio. In questa sfida anche noi commercialisti dobbiamo fare la nostra parte. Chiamati ad essere “professionisti 3.0”, moderni e aggiornati, consapevoli dell’inevitabile impatto delle nuove tecnologie sull’attività di impresa dei propri clienti, devono essere in grado di fornire un’assistenza adeguata e coerente con i tempi e lo sviluppo inarrestabile delle tecnologie”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore