I consumatori vogliono iTunes più indipendente

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Gli utenti protestano utilizzando la modalità di file sharing del sistema.

L’Europa non è l’America. Dopo George W. Bush anche Steve Jobs scopre che ci sono differenze sostanziali tra il vecchio e il nuovo continente. Traduzione: da questa parte dell’Atlantico per iTunes la strada sarà più dura. A pochi giorni dal lancio europeo il servizio di musica online si presenta infatti molto più magro rispetto al suo omologo a stelle e strisce: mancano i titoli indipendenti. La Association of Independent Music, che raggruppa 820 indipendenti del Regno Unito, si è rifiutata di siglare con Apple un accordo che prevede un compenso fisso per i prossimo tre anni. Il contratto proposto è troppo sfavorevole per gli artisti, hanno commentato le case discografiche, rifiutandosi così di concedere ad iTunes i diritti per la distribuzione online dei brani. Da parte loro, gli utenti hanno messo in atto le prime dimostrazioni di protesta utilizzando la modalità di file sharing del sistema per esprimere il proprio disappunto e costringere la società di Steve Jobs a cambiare idea e a rimpinguare il catalogo. Sono così comparse le prime directory personali con titoli significativi come “iTunes needs more indies” o “Most of the music I want isn’t on iTMS!”. Se in patria iTunes ha potuto sfruttare il vantaggio di partire per primo, qui da noi il servizio sbarca quando Napster 2.0, Wippit, On demand distribution e Coca Cola hanno già conquistato preziose nicchie di utenti. Studiocelentano.it

Autore: ITespresso
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