I data center si raffreddano all’aria aperta

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Esperimenti diversi di Microsoft e Intel stanno aprendo nuove possibilità di controllo per gli ambienti informatici

Il data center è al centro delle tematiche connesse al risparmio energetico. Il suo funzionamento certamente consuma, ma un contributo consistente arriva anche dal raffreddamento. Cercando idee per realizzare economie energetiche su questo fronte, Microsoft e Intel sono giunti, per vie diverse, a trovare una soluzione allo stesso tempo semplice e radicale, ovvero l’uso dell’aria d’ambiente.

Microsoft, in particolare, punta a installare una server room fuori dalle mura della sede aziendale, sotto una tenda. Due ingegneri della società, Sean James e Christian Belady, hanno allestito per otto mesi (da novembre 2007 a giugno 2008) un piccolo centro composto da cinque server Hp Dl585 sotto una semplice tenda, senza alcuna particolare protezione dal vento, la pioggia o le foglie degli alberi. Il risultato? Non si è registrato alcuno stop o necessità di riavvio. Al di là dell’esperienza specifica, potrebbe essere una dimostrazione che i parametri di utilizzo forniti dai costruttori sono forse un po’ troppo rigidi.

Uno dei dei autori dell’esperimento ha sottolineato come questa sia una dimostrazione che si possa avere un approccio meno conservatore agli standard ambientali.

Intel, invece, ha da poco pubblicato un rapporto che mostra come sia possibile raffreddare una server room con aria proveniente dall’esterno (fino a 32 gradi), con filtro minimo e senza alcun controllo di umidità.

I due giganti intendono spingere i loro test ancora più lontano. E se questi tentativi saranno probanti, pensano di installare i loro prossimi data center proprio in queste condizioni. In pratica, la soluzione finale per il raffreddamento dei server potrebbe essere quella di lasciare la finestra aperta.

Autore: ITespresso
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