I database open source tagliano i costi del 90%

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I database open source tagliano i costi del 90%
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Le aziende e gli utenti enterprise potrebbero risparmiare fino al 90% sui costi di licenza, passando dai database proprietari alle alternative open source

Gli utenti enterprise potrebbero risparmiare fino al 90% sui costi di liceza, passando dai database proprietai alle alternative open source. Lo afferma Frank Fanzilli, board director independente di PostgreSQL, vendor EnterpriseDB e direttore del board di Linux Foundation.

Fanzilli, ex CIO globale presso Credit Suisse First Boston, ha spiegato che le banche hanno adottato il software open source, in particolare Linux, fin dal 2008, per tagliare i costi. Anche i governments stanno aprendosi all’open source per far girare applicazioni mission-critical.

I database open source tagliano i costi del 90%
I database open source tagliano i costi del 90%

I tagli di costi sono fattibili grazie al cloud che permette più portabilità e flessibilità nelle apps enterprise.

Ciò che fa il cloud è obbligare a muoversi. È come una valanga. Le persone si muovono verso il cloud per molti motivi, fra cui i tagli significativi di costi di computing,” ha dichiarato Fanzilli.

L’approccio è dublice: “Potete risparmiare sul cloud e sui database relazionali. Potete costruirlo nella vostra architettura, molto più facilmente.”

Il cloud inoltre promuove un approccio multi-vendor con interconnessioni fra database. I database open source possono cambiare lo scenario, come successe con i server Gnu/Linux 10-15 anni fa. Oggi Linux ha una robusta curva d’adozione, ma ci sono voluti 25 anni. La più grande differenza, conclude però Fanzilli, è che è più facile cambiere OS che database.

Autore: ITespresso
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