I dieci interrogativi della Siae

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Protocollo d'intesa fra Siae e rivenditori di elettronica

La Siae applaude alla Delibera AgCom e ha stilato un decalogo di interrogativi da sottoporre ai detrattori della Delibera. Che cos’è la Società Italiana degli Autori e degli Editori (SIAE), cifra per cifra

In queste ore Fimi-Confindustria e Business Software Alliance (BSA) applaudono alla Delibera AgCom ed esprimono compiacimento per l’enforcement italiano alla normativa sul diritto d’autore. Nel frattempo la Società Italiana degli Autori e degli Editori (SIAE) mette in Rete un appello, firmato insieme a Confindustria Cultura Italia, a favore della difesa del copyright in Rete, composto da dieci domande.

La Siae ai difensori della libertà in Rete, giunge a chiedere provocatoriamente: “Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?“. Per chi desidera offrire una risposta ai 10 interrogativi della Siae, è pronto il profilo Facebook di SIAE.

Alla Siae per ora ci limitiamo a rispondere che la società ha rischiato il commissariamento, che la Siae è contestata e attaccata da più parti da anni a causa dei dubbi sulla legettimità del Decreto Bondi in merito all’ampliamento del raggio d’azione dell’Equo compenso (definito l’ultimo balzello italiano), contrastato anche da un semaforo rosso della UE: “L’art. 5(2)(b) della Direttiva 2001/29 deve essere interpretato -afferma la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea – nel senso che è necessario un rapporto tra l’applicazione dell’equo compenso per copia privata in relazione ad un dispositivo o supporto ed il suo utilizzo per l’esecuzione di una copia privata“.

L’Equo compenso, bocciato da tutti, aveva fatto lievitare i prezzi di iPod e lettori Mp3. In 23 su 27 paesi UE non esiste nulla di simile all’Equo compenso  e i colossi hi-tech, da Nokia a Samsung, da Sony Ericsson a Telecom, hanno chiesto l’annullamento.

Ma in guai della Siae non finiscono qui. La SIAE “costa agli autori, ai discografici e ai fruitori di opere musicali protette (quindi ai consumatori) 13,5 milioni di euro all’anno“. Lo rivela uno studio dell’Istituto Bruno Leoni che fa i conti in tasca a Siae e a tutte le sue inefficienze. Secondo una precedente inchiesta di Altroconsumo, il personale Siae è costosissimo, pesa per il 76% sui cont i della società autori ed editori, e i costi della macchina sono esagerati rispetto alla tutela del copyright in Usa e Uk. Infatti i paesi anglosassoni spendono il 17% in meno per il diritto d’autore, mentre la Siae costa 193 milioni di euro all’anno (e così si spiega perché non riesce a rinunciare al famigerato bollino Siae, bocciato dalla Cassazione e dalla Corte europea). Fino allo spettro del commissariamento.

Al decalogo dei (legittimi) interrogativi Siae sul dissenso contro la Delibera AgCom, contrapponiamo i nostri legittimi dubbi sulla Società Italiana degli Autori e degli Editori. Fra gli “enti da abolire”, per far quadrare il bilancio dello Stato italiano, sotto pressione per il suo debito, questo sarebbe in prima fila.

Fimi-Confindustria, Bsa e Siae applaudono la Delibera Agcom
Fimi-Confindustria, Bsa e Siae applaudono la Delibera Agcom
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