I dieci lavori IT più gettonati nel 2015

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I Lavori IT più gettonati nel 2015
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Le competenze digitali, web e informatiche più richieste nel mercato del lavoro

Uno dei problemi più grandi in Italia riguarda la scarsa diffusione di e-skills. Ma quali sono le competenze digitali, web e informatiche più richieste nel mercato del lavoro? Dai consulenti per il digitale a quelli per l’estero, i lavoratori con competenze Web e Mobile ed export rimangono le figure professionali più richieste dalle PMI.

I Lavori IT più gettonati nel 2015
I Lavori IT più gettonati nel 2015

Oggi il front end developer non può avere competenze limitate alla pagina Web, ma deve padroneggiare il mondo mobile, legato a smartphone e tablet. Deve conoscere i linguaggi di programmazione (Html, Css, Cms, Java Script), sapersi muovere in ambito grafico e aver affrontato studi tecnici.

La figura dell‘app o mobile developer è ormai indispensabile in tanti posti di lavoro. Lo sviluppatore di apps deve conoscere le piattaforme Apple iOS e Google Android, ma dovrebbe studiare anche Windows 10, ora in fase di preview, per essere pronto al lancio delle applicazioni universali. Il mobile developer dovrà gestire le apps universali, da scrivere una volta sola e pronte per tutti i device. Il futuro è ‘one Windows‘ cui basta il proprio codice per adattarsi ad ogni device su cui viene installato.

In crescita sono le figure professionali degli esperti di Search engine optimization (Seo) e dei Social media manager: i primi sanno scalare i motori di ricerca, promuovendo le pagine Web in cima ai risultati di ricerca online; i secondi sanno gestire la comunicazione sui social network (Facebook, Twitter, Pinterest, Google Plus eccetera). Il loro obiettivo consiste nel promuovere l’e-commerce, la vendita di prodotti o servizi, o l’audience di un sito.

Ancora attuale è il Web content manager, che monitora la gestione di un sito Internet, le campagne di comunicazione, l’update dei contenuti, le strategie digitali. Ma assume sempre maggiore importanza il ruolo professionale dello stratega del Web (il Digital strategist), una sorta di testimone o implementatore del cambio strategico di numerose attività, che verranno via via digitalizzate. Il punto è che ogni settore del mercato sbarca in rete: dal commercio al b2b, dai servizi culturali al turismo online. Anzi il problema è che solo il 4% delle Pmi italiane vende online, anche se al mondo ci sono 1,2 miliardi di persone che acquistano sul Web secondo Netcomm. L’e-commerce ha superato i 13 miliardi di euro, ma si può fare di più, soprattutto se l’azienda assume giovani con gli e-skills più adeguati.

Il marketing oggi è sempre più declinato al digitale. Molto gettonata è la figura del web marketing manager che si occupa della presenza dell’azienda sul web, aumentando la visibilità e la fidelizzazione, verificando i ritorni degli investimenti. Ne gestisce immagine, reputazione, consolidamento, comunicazione online. Devono monitorare Roi (return on investments) e Kpi (Key performance indicators).

Per le PMI servono professionisti come gli Innovation manager, che sviluppano innovazione sia nei prodotti che nella comunicazione e presenza sul mercato, in grado di innovare l’azienda nell’era digitale.

Dedicato alla promozione del marchio è il Social Media Specialist: si occupa del blog aziendale, della eventuale newsletter, coopera con il Seo e gestisce il brand per fidelizzare meglio i clienti.

Infine, oltre al digitale, un’altra area a grande crescita è quella dell’export. In questo ambito potranno ricoprire ruoli importanti gli International advisor, per facilitare gli scambi commerciali con i Brics e i mercati emergenti. Invece, i Pick data manager, che analizzano le tendenze di mercati che evolvono “alla velocità della luce”, aiutano ad orientare ed indirizzare le PMI in maniera strategica.

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